La bicicletta non è solo fenomeno di costume o mezzo di trasporto, bensì un volano economico: con la nascita di Cycling Industries Europe, l’attenzione verso l’economia generata dall’impiego delle due ruote compie un ulteriore passo avanti.

L’associazione è stata presentata a metà ottobre, in occasione della conferenza «Future Cycling» tenutasi a Bruxelles ed organizzata da European Cyclist’ Federation (ECF) e CIE stessa.

Il suo compito sarà quello di dare ancora maggior peso in sede europea a tutte quelle imprese che generano valore e crescita producendo o utilizzando le biciclette.

Cycling Industries Europe: cooperazione industriale paneuropea

Mentre nel dibattito quotidiano nazionale l’Europa è sempre meno vista come fonte di vantaggi, chi si occupa di economia e di produzione industriale non la pensa così.

Non si spiegherebbe altrimenti la maturazione avuta negli anni dal Cycling Industry Club, voluto a suo tempo dall’ECF, oggi riformulatosi come Cycling Industries Europe; la chiave si legge nelle parole stesse del suo primo presidente, eletto a Bruxelles in occasione di «Future Cycling», Tony Grimaldi.

Cycling Industries Europe

 

Grimaldi, che è amministratore delegato di Cycleurope – la multinazionale svedese che, oltre a produrre e distribuire bici, controlla il marchio Bianchi, tanto per capirci – ha confessato come egli stesso, prima dell’esperienza nel CIC, non si fosse reso conto dell’importanza del corporativismo.

La fondazione del CIE è dunque il frutto della presa di coscienza di un settore che dalla sinergia può trarre un vantaggio che ha ricadute non solo sull’economia dei singoli, ma anche sulla vita delle persone.

Il presidente di ECF, Christophe Najdovsky, anche vice sindaco di Parigi con delega ai trasporti, è sulla stessa onda, parlando della necessità vitale per l’industria del ciclo europeo di avere una forte rappresentanza a Bruxelles, che difenda la ciclabilità.

Gli obiettivi del CIE: difendere industria e investimenti sulla mobilità ciclabile

Gli interessi del Cycling Industries Europe saranno prevalentemente orientati alla difesa degli investimenti per lo sviluppo della mobilità ciclabile in Europa.

Raggruppare e rappresentare aziende produttrici di bici e relativi accessori, operatori di bike sharing, chi le biciclette le utilizza per le consegne ultimo miglio e fornitori di servizi digitali correlati a questo mondo servirà a far crescere il peso del settore nelle scelte politiche di Bruxelles.

Cycling Industries Europe
Image via ECF

Tra i primi obiettivi vi è la prosecuzione del sostegno all’EUCS, la European Cycling Strategy che ha tra i punti focali l’elezione della mobilità ciclabile come partner alla pari nel mix di mobilità urbano, la crescita dell’uso della bici in Europa del 50% entro il 2030, il dimezzamento degli incidenti gravi e fatali ai ciclisti sempre entro il 2030 e l’incremento degli investimenti europei fino a 3 miliardi di Euro tra il 2021 ed il 2027, fino a 6 miliardi fino al 2034.

Si tratta di un piano strategico che la ECF definisce “organizzazione del settore europeo della ciclabilità”, puntando alla sinergia tra settore pubblico, privato e società civile.

 

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