Franco Signini, amatore di Cavaglietto in provincia di Novara, ha pensato bene di festeggiare il suo cinquantatreesimo compleanno in modo un po’ insolito. In sella ad una bici da crono, in pieno lockdown in zona arancione e quindi non potendo uscire dai confini comunali del suo piccolo paesello, ha percorso la bellezza di 204 chilometri e quasi sette ore di bici (per essere precisi 6 ore 50 minuti) su è già per la strada che passa davanti alla sua abitazione; praticamente un chilometro alla volta avanti ed indietro. Dopo avervi brevemente anticipato il suo personale record ascoltiamo dalla sua voce com’è andata…

 

D) Ciao Frenk (io lo chiamo così), siamo amici da tanti anni, abbiamo anche corso insieme ed è stata una bella esperienza sportiva e di vita, però una cosa te la devo proprio chiedere: che ti è venuto in mente quando hai deciso di fare “un numero” del genere?

Franco Signini, amatore di Cavaglietto in provincia di Novara

R) Ciao Roby. Anche tu, oltre che giornalista sei un ciclista, chilometri insieme ne abbiamo fatti tanti e quindi sai che alcune volte non si ragiona con l’istinto quindi si fa e basta, altrimenti non avrei fatto questo sport. Ho voluto così farmi un regalo “diverso” per il mio compleanno; un regalo che non metti lì come un soprammobile ma che ti porti dentro, che ti renderà felice sempre, anche quando lo ricorderai tra molti anni…

 

D) Mi sembra d’aver letto un’altra intervista su un giornale locale dove dicevi che – se l’avessi fatto in compagnia di qualcun altro – forse sarebbe stato meglio. Per quale motivo, secondo te, nessuno dei tuoi compagni di squadra o amici ciclisti, ha voluto condividere con te quest’impresa? Ovviamente Lockdown o restrizioni a parte.

R) Innanzitutto l’impossibilità di muoversi tra comuni in zona rossa o arancione è stato l’ostacolo maggiore. Poi, sinceramente, la cosa è nata la sera prima a tavola scherzando con mia moglie e mio figlio. Dopo mezz’oretta di colloquio abbiamo pianificato l’orario di partenza, la media da tenere, i tempi dei ristori e deciso che si sarebbe fatto il giorno successivo. Comunque il sasso era stato lanciato dal compagno di squadra Alberto Molinaro qualche tempo prima, parlando delle discutibili e controverse imposizioni del DPCM attualmente ancora in vigore. E così è nata la scommessa di pedalare 200 chilometri all’interno del mio piccolo Comune di residenza…

 

D) Col senno di poi lo rifaresti? E se così fosse, magari anche solo psicologicamente, l’approccio sarebbe uguale oppure ti potresti preparare in modo diverso.

La strada difronte a casa di Franco Signini dov’è stato realizzato il record

 

R) Certo che lo rifarei. Magari allungando il chilometraggio e con un percorso diverso, ovviamente sempre restando nel Comune ma con un tracciato più particolare, meno monotono. Psicologicamente mi sono approcciato a quest’impresa suddividendo l’impegno in quattro ipotetiche zone; non pensando ai 204 chilometri su cui avrei dovuto pedalare. Il tutto per ingannare la mente ridurre il senso della fatica.

 

D) Qual’è stato, se c’è stato, un momento critico in cui hai pensato di non farcela e di ritirarti? E quanto è stata grande la soddisfazione al termine di questa logorante faticata?

R) Alle 12,15 si è alzato un vento laterale, non particolarmente forte ma fastidioso e continuo. Ecco, quello è stato il momento peggiore perché – con ruote a profilo alto e in posizione da crono – ero costretto ad essere sempre in presa sulle appendici. Inoltre ero obbligato a cambiare cadenza di pedalata e, di conseguenza, anche velocità con un dispendio di energie maggiore. Ho dovuto lavorare “di testa” per farcela ma l’obiettivo, come prefissato alla partenza, era arrivare in fondo e ce l’ho fatta. Soddisfatto? No, direi soprattutto felice di aver portato a termine questa pedalata in un anno travagliato; gli allenamenti fatti bene sono stati davvero pochi ma condivisi comunque con gli amici del Team Bike Training, di cui sono il presidente.

 

D) Cosa pensi d’avere ottenuto col tuo record (ricordiamolo: 6 ore e 50 minuti consecutivi, pedalando per 204

Il ciclocomputer di Franco Signini con i dati registrati in tempo reale

chilometri all’interno del piccolo Comune di residenza. Cavaglietto, 390 abitanti in provincia di Novara)? Solo un po’ di popolarità oppure credi che, questo gesto, possa servire a dare un segnale positivo alla comunità per trovare la forza di ricominciare nel post-Covid?

R) Ho sempre pensato che la specie umana si sia adattata alle circostanze e ai cambiamenti; davanti ad ogni evento negativo si è sempre rialzata perché nella vita ogni ostacolo è fatto per essere superato. La gente del paese mi osservava un po’ stupita, curiosa di cosa stessi facendo. Mi è arrivato anche anche qualche incitamento a non mollare dai ragazzi di una volta, gli anziani del paese, da chi mi conosce e sa come sono fatto.

 

D) Anche tuo figlio è uno sportivo (una giovane speranza del nuoto). Quando sarà più grande cosa gli racconterai del tuo record durante il lockdown? Cosa vorresti che impari da quello che ti ha visto fare in quell’indimenticabile domenica 22 novembre 2020? Quale messaggio ti senti di dare ai ragazzi come lui che cominceranno fin da da piccoli a fare attività sportiva?

R) Mio figlio pratica nuoto a livello agonistico da parecchi anni. Se praticati nel giusto modo scuola e sport comportano molte rinunce, ma le soddisfazioni ripagano sempre i sacrifici. Quindi ti posso dire che da parte mia, aver pianificato con lui questa indimenticabile giornata, rimarrà un bellissimo ricordo per entrambi; ne sono certo. Non ho avuto la possibilità di praticare sport quand’ero piccolo, in quei tempi non vi era come oggi la possibilità ne l’esigenza, ma vorrei dire ai ragazzi di farlo il più possibile; non importa quale sport, basta stare bene, essere sani e divertirsi. Il 22 novembre ho pedalato per 204 chilometri su un tratto di strada di un chilometro non per gli altri, per me stesso. Perché ero felice mentre lo facevo e quindi pedalerò ancora fino a quando sarò sempre felice.

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