“Poche ma buone”. E’ il caso di dirlo; alcune regole indispensabili che ci permetteranno di tornare (si spera) velocemente alla normalità.
Un’immagine emblematica di quello che si è visto in giro nei giorni scorsi. Esempio da non imitare.

Il tempo passa in fretta, anche questi giorni intercorsi tra lo sblocco parziale e la ripresa delle attività sono volati via in un attimo. In giro abbiamo già visto di tutto, forse anche troppo. Come da previsone alcuni “ciclolesi” (simpatico sostantivo che, sia ben chiaro, non deve ritenersi un’offesa per gli amanti della bicicletta) si sono scordati presto dei buoni propositi, approfittando del meteo favorevole per organizzare uscite di gruppo, improvvisare mini gare a circuito non autorizzate sia su strada che in MTB e, soprattutto, non rispettando chi applica le regole alla lettera. Lo diciamo da cilcisti e non da semplici spettatori dopo aver visto in prima persona il comportamento assurdo di alcuni individui. Proprio per questo motivo crediamo che, ricordando solo alcuni punti dell’ultimo DPCM, possa servire ai ciclisti per affrontare le prossime uscite con sportivo rispetto, impegno e una mentalità più consapevole.

Punto 1: pedalare da soli

Ecco come si deve pedalare fino a che non saremo sicuri di poter tornare ad allenarci in gruppo

Come già abbiamo scritto nel precedente articolo – Fermi tutti, parla Conte – sarà possibile pedalare rigorosamente in solitaria mantenendo le giuste misure di sicurezza (e non come i ciclisti “a ruota” che abbiamo visto nei giorni scorsi). Per legge esse consistono in un distanziamento di almeno due metri dal cilclista che ci precede o che ci segue, anche se il nostro consiglio è di mantenere almeno dieci metri di stacco o anche più. L’attività sportiva ravvicinata o di contatto favorisce il contagio, quindi evitiamo di stare vicini, in scia o appaiati gomito a gomito.

Punto 2: evitare di fermarsi

Non vogliamo essere ripetitivi ma anche di questo ne abbiamo già parlato, sia per la bici da corsa che per la mountain bike. Evitiamo i famosi assembramenti o le soste per la chiacchieratina tra amici. Si esce in bicicletta per pedalare e basta! Al momento dimentichiamoci le soste caffè, i selfie in riva al lago o la visita parenti. Ci si allena come Dio comanda, volendo anche duramente per molte ore godendo della libertà e del panorama, poi si torna a casa.

Punto 3: la mascherina

Premesso che, dopo le ultime disposizioni, per svolgere attività sportiva all’aperto non vi è l’obbligo di indossarla (sarebbe anche controproducente per la respirazione dell’atleta) portate sempre con voi la mascherina (in alternativa va bene anche un foulard scaldacollo). Ora non ci sono più scuse; in commercio se ne trovano di ogni genenere, anche molto comode e leggere. Nel momento in cui potreste essere fermati per un controllo indossatela, sarete più tranquilli, protetti ed in regola; fatelo per voi e per chi sta facendo il proprio dovere.

Punto 4: autocertificazione

Non facciamo confusione: bisogna stampare e compilare l’ultimo documento, quello relativo al DPCM del 26 aprile scorso. Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus ne sono usciti altri che non sono più validi, sia ben chiaro. Esibitela agli agenti se vi verrà richiesta, allegando un documento d’identità valido. Se non avrete con voi l’autocertificazione fatevela dare al controllo e compilatela dichiarando fedelmemente ciò che vi è scritto. Attenzione: la falsa testimonianza o l’omissione del vero sono reati penali, quindi sappiatevi regolare.

Punto 5: pulizia della bici e della persona

Pulizia accurata della bici – in questo caso una MTB – infangata dopo un trail impegnativo.

Dando per scontato che il virus ha terreno fertile con la sporcizia e la mancanza di igiene, è buona cosa pulire sempre la bicicletta dopo ogni uscita. Nello specifico le tre parti di contatto del mezzo meccanico col biker: manubrio, sella e pedali. Idem con noi stessi in qualità di persone e ciclisti. Non sarebbe nemmeno da dire ma è d’obbligo lavarsi subito per bene le mani (magari con un gel o un igienizzante a base alcolica) e, a seguire, una bella doccia calda. Per noi sportivi e per tutte le persone deve sempre valere il famoso proverbio dei nostri nonni:”prevenire è meglio che curare”…

Ci vuole poco a fare le cose giuste e basta pochissimo per farle sbagliate. Ne va di mezzo la nostra vita e quella di chi ci sta a fianco, pensateci bene prima di agire come se niente fosse accaduto… Buone pedalate a tutti!

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