Si pedala in città, molto. Soprattutto nella settimana del design quando Milano sembra impazzire. La gente deve andare ovunque e la bicicletta appare come la soluzione più logica per sfuggire al traffico che, come una piovra, inizia ad estendersi anche in strade che solitamente sono scorrevoli.

Si pedala e si chiacchiera, magari con un bicchiere di prosecco in mano come avviene, ormai da dieci anni, a Corso Garibaldi, storica via di passeggio della Milano più bella. È qui che c’è il negozio Rossignoli, storico anch’esso, che celebra le sue “Biciclette ritrovate”. L’idea è nata dieci anni fa dalla voglia di mettere in mostra la storia della bicicletta pensando a tutte quelle che troppo spesso vengono abbandonate in cantine polverose. Compreso qualche pezzo importante da riscoprire, anzi ritrovare, per caso.

La coincidenza con la passione in crescita verso il vintage e la bella organizzazione di Cicli Rossignoli ha fatto il resto. L’esposizione storica è nei cortili interni del negozio, quelli che solitamente vengono usati come parcheggio auto e che, per due giorni, lasciano spazio alle biciclette (e Rossignoli si fa carico del parcheggio privato per tutti).

Quest’anno in mostra ci sono biciclette e fotografie. Dai modelli di Bartali e Coppi, alle biciclette da lavoro, passando pure per quelle militari. C’è tutta una storia da raccontare e da ascoltare. Perché da Rossignoli è diventato il salotto buono dove parlare di biciclette per gli appassionati ma anche per gli addetti ai lavori. Non è un caso incontrare De Rosa, Pegoretti, Masi e altri costruttori. Poi i collezionisti, qualcuno che ha qualcosa in esposizione oppure viene a vedere se può arricchire la sua collezione.
Il marchio Legnano è uno dei motivi portanti di questa decima edizione. Oltre alla presentazione del libro dedicato e firmato da Marco Pastonesi e Claudio Gregori, c’è una sala dedicata alle biciclette storiche del marchio lombardo. Compresa quella bici che Legnano dette, solo per un anno, all’Esercito Italiano, quando vinse l’appalto, diremmo oggi, al posto della storica Bianchi.

Se capitate di là, fateci caso, osservate e ascoltate. Potreste scoprire qualcosa in più. Anche senza chiedere.

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