Quando un’iniziativa piace, c’è poco da fare. Se ne sono accorti gli ideatori di Pedal Me, il primo servizio di bici taxi attivo a Londra: una app per farsi venire a prendere, comode cargo bike biposto ed un netto risparmio di tempo sugli spostamenti nel caotico traffico della Capitale.

Sulle rive del Tamigi sono impazziti per Pedal Me, che adesso è in cerca di investitori per ampliare il parco bici.

bici taxi pedal me londra
Pedal Me via Instagram

Pratico, veloce ed economico: il bici taxi funziona

Pedal Me non è molto differente dai corrieri che ormai vediamo con una certa frequenza anche per le nostre strade: nel cestello delle sue cargo bike, però, viaggiano anche persone, non solo merci.

A quanto pare, divertendosi pure molto: l’intuizione di istituire un servizio di bici taxi, oltre che di normale trasporto merci, si è rivelata vincente in una metropoli intasata come Londra.

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Pedal Me via Instagram

Bastano pochi tap sull’app dedicata per farsi venire a prendere, con la possibilità di prenotare un bici taxi anche con largo anticipo e per viaggi più impegnativi che una semplice corsa tra quartieri.

Il vero punto di forza è la convenienza: ha gli stessi prezzi di Uber X, con la differenza che a parità di percorso, il tempo è dimezzato.

Attivo al momento nell’area circostante il Waterloo Bridge, Pedal Me si offre anche per matrimoni (volete mettere?), eventi, per il trasporto di bambini che devono andare a scuola; contro il maltempo le bici taxi sono equipaggiate con capotte antivento e mantelle termiche.

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Pedal Me via Instagram

Una domanda che cresce a ritmo eccezionale

Quello che è motivo di delizia per Pedal Me, ne è anche croce: il successo avuto è quantificabile, a partire dal lancio del bici taxi in Aprile, con un tasso di crescita della domanda del 26% al mese.

Niente male, specie per una Londra che pare più refrattaria alla bicicletta di altre capitali europee.

Si tratta però di un “problema” per la start up, che cerca adesso investitori per ampliare la flotta di bici taxi per soddisfare tutti i potenziali clienti, oltre che per coprire le zone della città oggi non servite (se non pagando un sovrapprezzo).

Insomma, i sudditi di Sua Maestà apprezzano essere scarrozzati in cargo bike: potrebbe essere un’alternativa anche in tante città italiane, nelle quali l’idea è stata interpretata al momento più per fini turistici che come puro servizio di trasporto.

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