45 college statunitensi sono stati aggiunti ai 193 già presenti tra quelli designati dalla League of American Bicyclists come meritevoli del BFU (Bike Friendly University), un premio dato alle università considerate più meritevoli nel sostegno al ciclismo. Non è un caso che questo accada negli USA ed è interessante che per una volta non vengano premiate persone o città, bensì enti.

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Photo via bikeleague.org

USA, uno strano caso di compensazione

Quando ero all’università ricordo una lezione in cui uno dei miei professori spiegava di come gli statunitensi soffrissero di un piccolo complesso di inferiorità nei confronti dell’Europa.

Come popolazione infatti sentivano e sentono tuttora (sicuramente non tutti) la mancanza di una storia monumentale che li rappresenti; anche la cultura stessa dei nativi americani era molto diversa da quella europea, quest’ultima fondata sulla stanzialità a differenza della maggior parte delle tribù amerinde che invece erano di estrazione nomade. Ben poca architettura, in particolare nell’America del nord, ci sarebbe rimasta anche se gli europei non avessero conquistato tutto il territorio.

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Ed è proprio il territorio la soluzione che gli statunitensi hanno trovato per compensare  questo difetto nei nostri confronti. Per quanto all’estero pratichino politiche discutibili, in patria sono piuttosto attenti alla salute dei loro luoghi: è negli Stati Uniti che nascono i grandi parchi, enormi aree tutelate che come vastità e bellezza non hanno paragoni nel mondo e che forse contribuiscono a saldare il senso di apparenza e patriottismo.

Se le biciclette negli USA hanno maggior considerazione bisogna ricercarne le cause proprio in queste scelte passate. 

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BFU, un premio che fa bene a tutti nelle università

Non c’è da stupirsi dunque se esistono premi come il BFU (Bicycle Friendly University), un’iniziativa promossa dalla League of American Bicyclists, che ha recentemente arricchito il suo palmares con 45 college in più, meritevoli come i precedenti di contribuire al sostegno del ciclismo in tutti i suoi aspetti.  Tra i quattro livelli raggiungibili, da bronzo a platino, la Lega ha presentato 7 premi Oro, 16 Argento e 22 Bronzo. Nessuno ha quest’anno raggiunto il livello Platinum (Stanford è ad esempio a livello Platinum).

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Quando la Lega ha lanciato il programma Bicycle Friendly University nel 2011, il nostro obiettivo era quello di ispirare gli istituti di istruzione superiore a sviluppare campus più sostenibili e vivibili che rendessero il ciclismo migliore per studenti, personale e visitatori”, afferma il direttore esecutivo della lega, Bill Nesper.

Oggi, più di 3,8 milioni di studenti godono di biciclette sicure e accessibili, grazie agli investimenti finanziari, strutturali e culturali dei beneficiari di BFU e dei premiati passati di quest’anno”, continua. “Educando e consentendo a così tanti giovani di muoversi in bicicletta fino nei loro futuri luoghi di lavoro e comunità, la nostra nazione diventerà davvero un’America più amichevole per tutti”. Un’iniziativa dunque che ha trasformato piani di trasporto obsoleti e incentrati sull’auto in strategie di supporto per la bici che generano rendimenti di investimento molto positivi. 

Serve impegno: il mondo dei BFU non è semplicissimo

Nel 2018, la Pennsylvania ha ricevuto il maggior numero di nuovi BFU con sei, mentre California, Massachusetts e North Carolina si sono aggiudicati il secondo posto con quattro nuovi BFU ciascuno.

Una volta che i vantaggi ottenuti da questo premio diventano chiari, parte una corsa al rialzo che incentiva le stesse amministrazioni dei campus a salire di livello per raggiungere il tanto sognato Platinum (nell’ultimo round ad esempio, 15 rinnovi dei BFU – un terzo dei premi di quest’anno – sono saliti a livelli più alti).

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Il processo di revisione delle domande di BFU è un misto di rapporti istituzionali e di feedback sulla difesa della bicicletta sul terreno. Ogni candidato deve completare un audit completo tramite più di 100 punti seguiti da una chiamata della Lega per informazioni dai ciclisti locali. Questa combinazione genera un quadro equo e olistico della situazione basata sulle ‘Cinque E‘ (in inglese) – ingegneria, istruzione, incoraggiamento, applicazione e valutazione. Una giuria nazionale poi esamina i report per determinare se un premio è giustificato o meno.

In Italia potrebbe essere un po’ difficile da immaginare visto che la cultura del territorio è come dicevamo diversissima da quella statunitense. Idea interessante però, magari da cominciare ad applicare a piccole dosi.

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