Alessia Piccolo, mantovana di nascita ma veronese d’adozione, lavora nel mondo del ciclismo da oltre vent’anni e dal 2018 è Amministratore Delegato di APG. Alé, il brand che fa capo ad APG, fa parte del gruppo Zecchetto; gruppo che comprende anche i marchi DMT e Cipollini. Il brand produce sia linee per conto terzi che custom, oltre che una vasta collezione da catalogo composta di abbigliamento da ciclismo al top di gamma, una linea running ed accessori dedicati. Dal 2007 Alessia Piccolo organizza la Alé La Merckx, la granfondo internazionale veronese. In questi anni è riuscita a portare sotto i riflettori le bellezze storiche di una città stupenda come Verona, la sontuosa natura del territorio provinciale e del parco della Lessinia. Nell’intervista che andrete a leggere capirete meglio il legame tra Alé e la Granfondo, un breve bilancio consuntivo di quello che è stata l’edizione 2021 e i programmi futuri dell’evento e del brand.

D) Ciao Alessia, innanzitutto ti ringraziamo per il gentile invito alla GF Alé la Merckx e ci complimentiamo per l’impeccabile organizzazione. Partecipare ad un evento internazionale così prestigioso è sempre un piacere. Quella del 6 giugno scorso è stata la prima edizione post Covid dopo un anno di stop forzato. Quali sono state le difficoltà organizzative e che protocollo avete seguito per la buona riuscita dell’evento?

R) Ciao Roberto. Grazie a te e a BiciTech per aver preso parte. Non è stato facile organizzare l’evento nelle condizioni attuali create dalla pandemia. La difficoltà principale che abbiamo incontrato è stata sicuramente non sapere fino all’ultimo momento se la granfondo avrebbe potuto aver luogo. Chiaramente noi siamo partiti mesi prima con i preparativi, il conseguimento dei permessi e con l’adeguamento organizzativo alle nuove normative anti-contagio. Ma la difficoltà era stabilire se la granfondo si potesse fare oppure no. Fino al mese prima dell’inizio, anzi fino a qualche settimana prima dell’evento, infatti, non si sapeva ancora se, per via dell’andamento della pandemia, saremmo stati costretti ad annullare l’evento. Non si sapeva ancora se ci sarebbero state nuove limitazioni o restrizioni per i partecipanti provenienti da altre regioni italiane, o da altri Paesi, ma anche per gli abitanti stessi della nostra regione, il Veneto. Insomma, abbiamo lavorato duro ma con tante incognite.

D) Il vostro affezionato pubblico di amatori non vedeva l’ora di mettersi in griglia al cospetto dell’Arena, una partenza spettacolare in una piazza (piazza Bra) che tutto il mondo ci invidia. Secondo te qual’è il segreto di un successo così eclatante come quello della “tua” Granfondo? E perché, in un mese di giugno zeppo di eventi agonistici, un ciclista preferirebbe venire a pedalare a Verona piuttosto che in un’altra manifestazione?

R) Negli anni l’evento è diventato un punto di riferimento d’obbligo dei granfondisti italiani e stranieri che arrivano a Verona da tutta Europa. Sono convinta che la granfondo Alé La Merckx attiri molti ciclisti anche per le bellezze paesaggistiche in cui ci si ritrova pedalando. La granfondo dà enfasi alla già famosa città di Verona, la città romantica per eccellenza, che richiama turisti da tutto il mondo. Una volta lasciate le mura c’è poi lo spettacolo delle colline e dei vigneti della Valpolicella e quello più montano della Lessinia. Quest’anno, poi, la granfondo Alé La Merckx ha sancito anche la “ripartenza”: la ripartenza di eventi sportivi “in presenza” e della stagione 2021.

D) Il marchio Alé è frutto di una tua idea, in qualche senso potremmo definirlo una tua creatura. Qual’è il trait d’union che lega inevitabilmente la Granfondo ad APG, l’azienda della quale tu sei Amministratore Delegato? Quanto c’è di Alé nella Granfondo internazionale che organizzi e viceversa?

Alessia Piccolo con Mario Cipollini ed Eddy Merckx ai nastri di partenza di un’edizione della Granfondo

R) La granfondo Alé La Merckx porta il nome del Brand Alé ed è dedicata al “Cannibale” Eddy Merckx. È nata qualche anno fa dall’amicizia che mi lega al campione Eddy Merckx. C’è “tutto” di Alé nella granfondo. Gli atleti partecipanti indossano maglie di Alé, il personale di Alé è impegnato nell’organizzazione stessa della granfondo e molti di noi sono schierati alla partenza. Per me è importante e bello correre l’evento ogni anno, è un momento di incontro con il nostro consumatore, è una festa.

D) Oltre alle centinaia di appassionati che s’iscrivono singolarmente alla GF Alé la Merckx vi sono anche numerosi team. Sappiamo benissimo come Alé abbia sempre lavorato sulla personalizzazione dei capi per gruppi e squadre ciclistiche. Ci vuoi spiegare brevemente come nasce una divisa, da dove si parte e come viene realizzata? Quali sono, per esempio, le differenze tra un capo maschile ed uno femminile?

R) Numerosi team si rivolgono ad Alé per la vasta gamma di prodotti in catalogo, per la loro tecnicità, la loro qualità e per l’opportunità di personalizzarli. I capi Alé sono testati dai migliori professionisti al mondo; parliamo di team World Tour come il Movistar Team, il team Bahrain Victorious, il Gropupama FDJ o il femminile Alé BTC Ljubljana per citarne alcuni. Una volta individuato il modello da parte della squadra, Alé mette a disposizione un’equipe qualificata per studiare le grafiche del team. Dopo diversi confronti e la scelta definitiva della squadra, si mette in moto la macchina produttiva e viene, quindi, prodotto il capo. Le differenze tra capi maschili e capi femminili sono dovute principalmente alle differenze anatomiche tra uomo e donna. Alé poi tiene sempre conto delle diverse esigenze di genere. Il taglio, i materiali, i tessuti, i fondelli, i colori, le grafiche sono tutti elementi studiati appositamente tenendo a mente se lo scopo è creare un capo da uomo o da donna.

D) Dagli amatori ai professionisti… In questi anni Alé ha avuto una crescita esponenziale anche nel mondo “pro”, sia maschile che femminile. Come vi rapportate con le sponsorizzazioni e quali sono gli strumenti per soddisfare le esigenze dei team? Cosa chiede in più un professionista rispetto ad una amatore? La filiera produttiva è uguale o cambia a seconda del soggetto?

R) Come dicevo prima, siamo partner di moltissimi team sia World Tour sia Pro Continental a cui si aggiungono anche le maglie della UEC e quelle della Federazione Francese di Ciclismo. La prima regola è saper ascoltare le esigenze del team: che si tratta di un professionista o dell’amatore. Segue l’avere una produzione dinamica ed elastica (produzione peraltro completamente realizzata in Italia) che ci consente di prototipare i capi con flessibilità così che l’atleta abbia modo di provarli prima di una gara e darci i suoi feedback. Rispetto ad un amatore, il professionista ha l’esigenza di raggiungere la performance più elevata combinando le sue capacità con le tecnicità dei prodotti in dotazione. Non bisogna dimenticare, però, che spesso anche l’amatore diventa un “professionista” per hobby e anch’egli richiede molta attenzione. In Alé possiamo dire che le linee che proponiamo agli amatori sono le stesse che vengono testate ed usate dai professionisti. La filiera produttiva è la stessa. In ogni caso, tutti i feedback che riceviamo dai professionisti vengono utilizzati per i capi di serie così che anche l’utente finale ne possa beneficiare.

D) Finita ed archiviata con successo l’edizione 2021 immaginiamo stiate già pensando all’edizione del prossimo anno. Puoi già annunciare ai lettori di BiciTech le novità 2022, ci saranno delle news, delle sorprese oppure il fil rouge sarà sempre il medesimo? Della serie “non si cambia mai il certo per l’incerto”…

R) Abbiamo fissato la data per il prossimo anno. La granfondo sarà il primo week-end di giugno, il 4-5 giugno 2022. Nelle passate edizioni della granfondo, quelle pre-Covid, organizzavamo sempre una bellissima festa il giorno prima dell’evento, per celebrare la granfondo e tutti gli amici partecipanti. Sarebbe bello poter riprendere con queste iniziative. Ci auspichiamo che la pandemia di Covid il prossimo anno sia solo un brutto ricordo e che ci sia un momento di grande festa per aver sconfitto tutti insieme il “nemico comune”.

Grazie per l’intervista e la disponibilità, buon lavoro.

Grazie a voi!

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