Si rinnova anche nel 2020 il consueto appuntamento con il Campionato Italiano Giornalisti, la competizione ciclistica più longeva tra i campionati di arti e mestieri.

Le giornate di gara saranno due

Sabato 17 ottobre si svolgerà la gara in linea, che permetterà ai partecipanti non impegnati nella lotta al primato di godere del panorama paesaggistico offerto dall’entroterra marchigiano e della bellezza della Spiaggia di Velluto. Domenica 18 andrà invece in scena la prova a cronometro, che misurerà le capacità agonistiche dei giornalisti accorsi a Senigallia (AN).

La storia

Il primo campionato risale al 1910 e fu disputato a Salsomaggiore, ma già da molti anni i giornalisti correvano in bici. La prima gara di cui si ha notizia è infatti del 1893, mentre la prima classifica conosciuta risale all’anno successivo. Principalmente erano corse in pista o in ippodromi, disputate su distanze corte, più o meno come le competizioni ippiche. Dopo la prima edizione ufficiale del 1910 si disputarono altri due campionati, poi l’attività si interruppe per lo scoppio della prima guerra mondiale. Si tornò a correre nel 1931 e il campionato fu disputato regolarmente fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra furono organizzati quattro campionati a Bari, poi ancora una pausa e la ripresa nel 1964. Da allora si è sempre corso; con quella di Senigallia saranno 70 le edizioni disputate lungo tutto lo stivale, da Sondrio a Reggio Calabria.

Con molto piacere torniamo nelle Marche per un doppio appuntamento tricolore che concluderà la stagione agonistica 2020 dei giornalisti-ciclisti – è quanto ha dichiarato Roberto Ronchi, presidente dell’AGCI – Associazione Giornalisti Ciclisti Italiani. Dopo i campionati italiani a Mercatino Conca nel 1987 e nel 1989,  a Gabicce Mare nel 2007, il Mondiale 2011 a Gabicce Mare, nel 2013 e 2015 la Coppa della Stampa e il Tricolore di Servigliano, eccoci nella splendida Senigallia pronta ad ospitare le prossime sfide ciclistiche di giornalisti-ciclisti provenienti da tutta Italia”.

Fonte Press Office Roberto D’Amico

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