Dal 2013 ad oggi, #30diasenbici si è propagata nel mondo di lingua ispanica promuovendo l’utilizzo della bici in città. Come? Con una campagna di condivisione via social di un mese in sella.

Quest’anno la manifestazione si ripete in Aprile e i suoi organizzatori puntano l’attenzione sulla capitale spagnola, Madrid, e la necessità di facilitare il ciclismo urbano.

30diasenbici
Picture via 30diasenbici.com

#30diasenbici, come è nata

#30diasenbici, hashtag con il quale si condividono i contenuti social della campagna omonima, 30 Dias En Bici, è nata dall’iniziativa di un gruppo promotore della mobilità ciclistica in città di base in Spagna.

Il movimento, a partire dal 2013, ha così riproposto in salsa iberica gli intenti di una precedente iniziativa che arrivava da Minneapolis, nel Minnesota, chiamata nel 2010 “30 Days Of Biking”.

Negli anni 30DEB – così si fa chiamare il movimento – è cresciuto generando diverse altre iniziative, tutte volte all’educazione stradale ed alla promozione della mobilità alternativa, ed arrivando a sedere al tavolo di importanti appuntamenti nazionali sull’ambiente.

Sia in Spagna che in ambito europeo, durante le settimane europee della mobilità, 30DEB ha ricevuto negli anni menzioni e premi legati alle associazioni del ciclo spagnole come all’organizzazione relativa alla COP21 sul clima.

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photo credit: Walimai.photo Bike Mandala via photopin (license)

54 città nel mondo

A #30diasenbici sono iscritte 54 città nel mondo: in queste località si svolgono permanentemente attività legate alla promozione ciclistica di 30DEB e, naturalmente, è molto sentita la campagna mensile cui fa capo l’hashtag.

Molte le città spagnole, ma è consistente anche la presenza di metropoli del centro e sud America, da Città del Messico a Lima (Perù), da Montevideo (Uruguay) a Buenos Aires (Argentina).

Ognuna di queste città partecipa alla visibilità della campagna e si impegna nell’arco di tutto l’anno a mettere in pratica iniziative per far crescere la propria comunità ciclistica.

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Picture via 30diasenbici.com

Come funziona #30diasenbici

Il meccanismo di #30diasenbici è alla base del suo successo, intelligentemente calato nella dinamica interattiva dei social network.

Ogni anno, nel mese di Aprile, tutti coloro che utilizzano una bici in città sono invitati ad iscriversi in una lista che comprende, a livello mondiale, tutti gli aderenti.

Si tratta di un elenco che certifica quanti si impegneranno, nel mese prescritto, a documentare giorno per giorno i propri tragitti urbani in bici: dopodiché, quanto resta da fare è semplicemente postare ogni giorno per un mese una storia sulla propria pedalata quotidiana, naturalmente corredata dall’hashtag #30diasenbici.

Infine, tutti sono invitati a celebrare sui social in modo originale l’ultimo giorno di Aprile, in chiusura della campagna.

Come è ovvio, tutte le città aderenti a 30DEB organizzano nel periodo stabilito una concentrazione di eventi ai quali i ciclisti urbani – e non solo, dato che l’obiettivo è allargare il bacino d’utenza – sono invitati.

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30diasenbici, un volantino – via CicloSphera.com

Edizione 2019, un appello per Madrid

Quest’anno anche la capitale spagnola, Madrid, fa parte delle città che partecipano all’iniziativa e gli organizzatori ne approfittano per calcare la mano sulle lacune che ne affliggono la mobilità ciclistica.

Con quasi due milioni di automobili che, ogni giorno, ne percorrono le strade, non si tratta di una sfida semplice: un po’ come a Roma, il traffico è caotico e le strade, spesso di scala monumentale, non facilitano la convivenza di mezzi a motore e biciclette.

La bicicletta sta attecchendo anche nelle abitudini dei madrileni, ma a fatica, complice anche una progettazione non ancora adeguata, secondo 30DEB, dell’infrastruttura ciclabile.

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