Angoli di qui, angoli di là, allineamento ginocchio-asse del pedale, posizione delle tacchette: quante volte avendo un dolore al ginocchio – o anca, ma è più frequente il primo – vi hanno parlato di questi fattori? Certo, tutto giusto; sono parametri fondamentali per il corretto lavoro biomeccanico delle articolazioni, ma non bisogna focalizzarsi solo su questi. Tante, troppe volte si tralascia un componente fondamentale per la performance di spinta e la salvaguardia delle articolazioni: il tracking frontale del ginocchio. 

Tracking frontale del ginocchio: occhio ai cedimenti

Ovviamente un tracking frontale ottimale vede il ginocchio seguire una traiettoria rettilinea senza cedimenti interni (valgismo dinamico) o esterni (varismo dinamico). 

Vediamo il primo caso (per il secondo vale esattamente l’opposto di quanto segue). 

  • Valgismo dinamico: a cosa è dovuto

Il valgismo dinamico, in assenza di alterazioni morfologiche dell’articolazione del ginocchio e/o errori di posizione della sella (alta e/o arretrata), è dovuto nella quasi totalità dei casi a uno squilibrio tra forza esercitata da adduttori e abduttori. 

In questo caso i primi, ossia l’interno coscia, sono più forti dei secondi, glutei in particolare. 

tracking frontale
photo credit: reid.neureiter aOC1A1025 via photopin (license)

 

 

Ciò porta ad una rotazione interna del femore con conseguente sofferenza da iper pressione esterna della rotula. Infatti, è stato ormai provato da molti studi scientifici che nella pratica sportiva i problemi alla rotula non sono dovuti a una debolezza del quadricipite (vasto mediale in particolare), ma alla rotazione femorale dovuta alla sempre più frequente debolezza dei glutei, colonne portanti della nostra postura. 

Questo gruppo muscolare è sempre meno reclutato a causa dello stile di vita moderno (posizioni sedute mantenute a lungo). 

 

 

 

Combattere il valgismo dinamico nel ciclismo

Ma allora come fare? Molto semplice: bisogna affiancare all’attività ciclistica un potenziamento selettivo in palestra per un periodo di tempo che varia da caso a caso. In palestra consiglio sessioni di abductor machine e hip trust. 

Abbastanza inutile l’utilizzo di solette con il fine di dare sostegno all’arco del piede per ottimizzare il tracking frontale del ginocchio, dal momento che è come se vedendo appassire una pianta continuassimo a bagnarla mentre dei topi stanno mangiando le sue radici. 

 

 

 

All’inizio si riprenderebbe, ma dopo poco tempo morirebbe ugualmente. Infatti, come detto molte volte in situazioni simili, staremmo agendo su un sintomo (il cedimento interno del piede) senza curarci della causa. 

Nel secondo caso ci troveremmo nella situazione opposta: abduttori più forti degli adduttori. In questo caso in palestra è importante lavorare con la adductor-machine e squats a piedi uniti. Dulcis in fundo, non dimenticate che è importante anche curare lo stretching dei glutei. 

Anche questa volta spero di aver offerto spunti su cui riflettere. 

Buone pedalate a tutti!

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