Mentre i grandi entravano nella Foresta di Arenberg, settore di pavè a 5 stelle, uno dei più duri in assoluto, i grandi di domani, ovvero i giovani della Paris-Roubaix Junior, stavano entrando nel velodromo di Roubaix per giocarsi la vittoria. A spuntarla Tom Pidcock che non ha tradito le attese e le speranza che c’erano su di lui alla vigilia di questo importante appuntamento.

L’inglese ha vinto l’edizione numero 115 della Paris-Roubaix Junior, valida come 2a prova della UCI Nations Cup Junior 2017. 111 km, con 28.9 km di pavé suddivisi in 16 settori, da Saint-Amand-les-Eaux al velodromo di Roubaix. L’inglese ha attaccato da solo quando mancavano 16 km all’arrivo potendosi godere l’arrivo in solitaria all’interno del mitico velodromo di Roubaix. Piazze d’onore per l’olandese Daan Hoole e il danese Mathias Larsen che sono arrivati staccati di 4”.

Grande gioia per RPM Cycling, il brand all “Made in Italy” di Montebelluna (Treviso), che veste il talento britannico e tutta la sua squadra del PH-MAS/Paul Milnes/Oldfield ERT. Alla Roubaix chiaramente Pidcock vestiva la maglia della nazionale britannica ma da parte di RPM c’è comunque la soddisfazione di vedere uno dei suoi pupilli, e testimonial più importante, sul gradino più alto del podio di questa classica.

Anche se si parla di baby Roubaix quando ci sono di mezzo le strade, le pietre e la polvere che hanno fatto la leggenda del ciclismo non si scherza. Chi vince su questo percorso dimostra di essere un corridore vero e di poter avere una brillante carriera tra i professionisti. Tanti i team World Tour che hanno giù puntato gli occhi su di lui. Pidcock segue infatti le tracce dei suoi colleghi illustri Geraint Thomas (ora prof nel Team Sky) vincitore della Roubaix jr nel 2004 e Andrew Fenn (ora prof nel team Aqua Blue Sport) primo nel 2008.

“Dopo il titolo mondiale di ciclocross avevo individuato la Roubaix come grande obiettivo della mia stagione su strada. Davanti c’era un gruppo di 11 battistrada e pensavo di non avere più chance di vittoria. Però con un’accelerata sono riuscito rapidamente a tornare su d loro. Mi sentivo bene così all’ingresso del Carrefour de l’Arbre (ndr uno dei tratti in pavé più duri) ho dato un’altra accelerata e ho visto che nessuno mi ha seguito. Qui ho capito che potevo vincere e ho dato tutto. Sono contento, certo si tratta di una corsa juniores, ma comunque è una corsa speciale…e molto dura, ho mangiato davvero tanta polvere. La mia stagione su strada non finisce qui. Ci sono ancora tanti appuntamenti importanti e guardo in particolare al campionato del mondo su strada di Bergen in Norvegia” dice Tom Pidcock.

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