È più veloce, più maneggevole e più leggera: in più, garantisce le stesse prestazione in tutte le taglie, a prescindere dalla statura di chi le pedala. Uno scherzo? Non secondo Specialized che, con la nuova Tarmac, sostiene di aver trovato la quadra per tutti questi elementi.

Ritocchi mirati al design per migliorare l’aerodinamica della bici senza stravolgerne l’estetica ed un ingegnerizzazione estrema della sua struttura sono i “segreti” che Specialized Tarmac offre.

L’alleggerimento e le prestazioni della nuova Tarmac sono frutto del mix fra bike fitting e analisi strutturale: indagando un campione di 40mila posizionamenti in bici, è stato infatti identificato un range di posture che offrono migliori prestazioni, cui va sommato il perfezionamento del Rider-First Engineered™, strumento che permette di posizionare i lembi di carbonio in modo ottimale a seconda dei carichi indotti da misure e stature diverse, con le analisi mutuate da McLaren Applied Technologies.

L’obiettivo raggiunto, attraverso il perfezionamento di tre tipi di forcella, è la stessa sensazione di rigidità, assorbimento delle vibrazioni, reattività e aerodinamicità per tutti.

Sommando il tutto alle caratteristiche di peso del telaio Ultralight (733 grammi per 56 cm), al ridisegno aerodinamico delle tubazioni, ai foderi verticali ribassati ed a reggisella e piantone con profili a D, si ottiene una velocità aumentata di 45 secondi ogni 40 km rispetto alle bici analoghe.

Non male, anche se l’ultima parola spetta alla strada.

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