Speciale bici elettriche: libertà di movimento

La Direttiva Europea 2002/24/CE del 18 marzo 2002, recepita nella Legge n. 14 del 3 febbraio 2003, all’art. 24 stabilisce che: “i velocipedi sono veicoli con due o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”.
Le biciclette a pedalata assistita non hanno obbligo di casco né di patente, non sono soggette a tassa o bollo di circolazione ed hanno accesso alle piste ciclabili.
L’idea più diffusa è quella familiare e tranquillizzante di una bicicletta tradizionale equipaggiata da un motore elettrico “ausiliario”. In realtà la bicicletta elettrica a pedalata assistita, categoria legale istituita a livello europeo, è un sofisticato veicolo progettato per contenere lo sforzo individuale ed in grado di coniugare le esigenze di mobilità all’interno dei centri urbani con la capacità di rispondere alle richieste di tutela ambientale delle città grazie al suo tasso di emissione zero.
Il suo sviluppo, in termini di prestazioni e design, è stato influenzato nel tempo da due componenti tecniche fondamentali, il motore e le batterie.

Il motore
Le batterie
regole per un acquisto consapevole