Il brivido di scendere una montagna in sella ad una bicicletta è teoricamente preceduto dalla fatica di raggiungerne la vetta. Come il bambino con in mano una slitta si guadagna la discesa risalendo un colle innevato, così l’appassionato di enduro o downhill deve fare in modo di trovarsi sulla cima di un promontorio per poterlo ridiscendere. C’è a chi piace pedalare in salita e raggiungere il vertice con le proprie forze (dove possibile) e c’è chi preferisce utilizzare i cosiddetti impianti di risalita. 

Questi mezzi di trasporto li conosciamo soprattutto per l’essenziale ruolo che svolgono durante la stagione sciistica, poiché senza di loro non esisterebbe praticamente alcuna disciplina invernale da discesa. In estate sono impianti comunque in funzione, che consentono a migliaia di persone di raggiungere rifugi e sentieri altrimenti proibitivi a piedi. O in bicicletta, appunto. 

seggiovia
Credit: abc.com

 

 

Tra queste persone ci sono infatti i sopracitati mountainbikers, che caricando la propria bici su seggiovie e funivie riescono a godersi impareggiabili tracciati immersi nella natura.

Ma non sempre è facile posizionare la propria bicicletta su degli impianti che, seppur molti di questi ne contemplino ampiamente la possibilità, non sono propriamente nati per svolgere quella funzione.

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Credit: abc.com

 

 

Negli Stati Uniti, precisamente nella contea di San Bernardino in California, hanno aperto da questa estate una seggiovia per biciclette. Va da sé che il nome non sia corretto, forse sarebbe più opportuno chiamarla bicivia, ma creerebbe confusione per altri motivi. Il punto è che questo nuovo impianto è capace di fare risalire quattro biciclette in un solo colpo grazie ad una particolare struttura creata appositamente. Quattro piccoli binari a sedia rovesciata accolgono le ruote della mtb impedendone lo scivolamento, e, grazie alla staffa intorno alla ruota anteriore, ne garantiscono l’equilibrio.

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Credit: abc.com

 

 

L’aspetto interessante di questo sistema è che non prevede stravolgimenti tecnici, ma solo la creazione di piattaforme a quattro posti per bici che, ogni tanto, possono alternarsi alle consuete sedute per passeggeri. Un modo quindi intelligente di sfruttare gli impianti esistenti venendo incontro alle esigenze di tutti i fruitori della montagna (ricordiamoci che sono sempre di più gli appassionati delle fat bike, il cui luogo privilegiato è appunto la neve), che sarebbero sicuramente attratti da luoghi che offrono maggiori possibilità di infrastrutture dedicate. 

 

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