Sono la moda del momento. Stiamo parlando delle “naked bike”, le bici da pista o stradali spogliate di tutti gli accessori superflui e rimontate con accessori retrò o di serie. Le bici a ruota fissa (o, nella versione easy, single speed) però, non sono soltanto un mezzo, ma una filosofia, un concept dietro il quale si nasconde la voglia di riprendersi gli spazi cittadini occupati dalle auto. Non è un caso che questo tipo di biciclette, mutuate direttamente da quelle utilizzate per la pista, hanno iniziato a conquistare “mercato” in concomitanza con l’avvento, ormai ventennale, della critical mass. Trasportare in città la filosofia essenziale e libera della bicicletta su pista rappresenta il miglior modo per affermare il proprio amore per il mezzo. Sulle piste si gira liberamente, senza bisogno di frenare, senza preoccuparsi del traffico, esaltando le doti tecniche e, soprattutto, utilizzando un mezzo che ha tolto tutto l’inutile.

Uno dei primi teorici dello scatto fisso, ma parliamo di qualche anno fa, riferendosi alla bicicletta citava Antoine de Saint-Exupéry, l’autore de “il piccolo principe” che definiva la perfezione quando “non c’era più nulla da togliere”. Per questo la “ruota fissa” è diventata il mezzo preferito dai biker cittadini e da quanti hanno riscoperto, altra moda del momento, l’amore per il recupero delle vecchie biciclette. Proprio per questo le single speed e le fisse sono tutte diverse tra loro. Curioso dirlo, ma è una caratteristica… comune.
E anche chi acquista una bicicletta di questo tipo da una produzione di serie, non importa che sia una “low cost” di provenienza molto orientale, oppure una bici da pista di alta gamma, vorrà comunque personalizzarla con qualcosa di unico. Magari qualche componente un po’ retrò (il vintage è molto sentito su queste bici) oppure uno di serie. Ma sarà l’insieme che farà la bicicletta finita: unica come nessun’altra.
È così che si comincia, ma le domande spesso sono precise per il negoziante, perché chi vuole una bicicletta di questo tipo si chiarisce le idee prima di andare in giro a cercarla. Quando entra nel negozio ha già letto di tutto su internet, tanto più se sa l’inglese.
La single speed (fissa o meno che sia) è una bicicletta semplice. Gli accessori montati su sono pochi e alla fine questo si traduce in un peso molto ridotto.

La differenza sui mozzi

Ferma restando la ruota anteriore, la cui misura è standard tra bici da strada e biciclette da pista, per la posteriore si deve tenere presente che il mozzo da pista è largo 120 millimetri al posto dei 130 stradali. Questo nel caso di una bicicletta “realmente” da pista. Spesso le single speed non sono altro che adattamenti e modifiche di normali biciclette stradali. Molte volte la bicicletta originaria non è neppure un modello da corsa, ma una stradale spogliata di tutti gli accessori e lasciata così, naked. E di lavoro ce n’è da fare. Per i negozianti è bene non farsi trovare impreparati, a rischio di perdere un possibile cliente. D’altra parte accessori e componenti per chi entra nel mondo del single speed non sono poi così tanti. Non serve certo avere chissà che magazzino a disposizione. Occorre di più essere preparati e non considerare l’appassionato di single speed come uno che voglia risparmiare a tutti i costi solo con roba usata. Però è uno che cerca accessori particolari, un po’ come l’appassionato di moto custom. Più se ne hanno e meglio è. Ma alcuni fondamentali non devono mancare.
I mozzi, dunque, sono la prima necessità. E tra questi è importante avere i modelli flip flop. Anche l’appassionato più tranquillo prima o poi vorrà avere il gusto della scelta tra ruota libera e fissa. Il mozzo con doppia filettatura permette il cambio di soluzione solo sfilando la ruota.

La guarnitura

Da pista, ovviamente. Ma se non si vuole scegliere un modello specifico (per esempio se si sta adattando una bicicletta) basta togliere la moltiplica interna. Occorre, allora, procurarsi le viti più corte per tenere un solo ingranaggio. Quelle originali risulteranno troppo lunghe proprio perché prevedono lo spazio per la doppia guarnitura. E quelle più corte, ormai sono disponibili anche in diverse colorazioni proprio per favorire la personalizzazione della bicicletta.

I freni
Qui parliamo di sicurezza e non nascondiamoci dietro alla “filosofia di vita”. A meno che la bicicletta fissa non nasca per correre in pista e utilizzata solo lì, un freno serve. Oltre il Codice della Strada, lo vuole anche il buonsenso. Affidarsi solo alla ruota fissa per rallentare su strada, in città come fuori, è quasi suicida. Con la fissa si rallenta, non si frena. E vale anche per i più bravi che riescono a bloccare la ruota posteriore. Poi dipende dalla velocità.
Sulle single speed degne di questo nome si usa montare solo il freno anteriore (e quindi è bene andare comunque cauti in fatto di velocità). Come fare allora visto che i freni sono venduti in coppia?
Bisogna procurarsi le viti più lunghe in grado di adattare anche i freni posteriori al montaggio sulla forcella. Anche questi componenti sono ormai disponibili sui normali canali di accessoristica senza necessità di ricerche difficili e con provenienze lontane. Una soluzione ottima per poter rendere anteriori una coppia di freni. Badando sempre a girare i pattini nel verso giusto.

Manubrio
Da pista sì, ma se la bicicletta si utilizza in città conviene che la posizione sia un po’ più rialzata. Al manubrio da corsa si preferisce una piega più alta. Alcuni, al classico manubrio dritto preferiscono il “bullhorn”, il manubrio a corna di bue come per le biciclette da cronometro di qualche tempo fa. La soluzione potrebbe essere tagliare un manubrio stradale in metallo (con il carbonio non pensateci neppure), oppure trovare direttamente un modello da pista più o meno inclinato (le versioni “pursuit” per esempio, permettono una posizione più bassa) a seconda delle preferenze soggettive di posizione in sella.

Pedali
Se l’utilizzo della bici è cittadino spesso si montano pedali di tipo tradizionale senza alcun tipo di aggancio. Però può essere anche il caso di scegliere un puntapiedi per chi vuole pedalare con un appoggio in più. Resina o metallo, dipende dalla tipologia di bicicletta che si vuole realizzare e dall’utilizzo. Chi vuole il gusto di frenare facendo forza sui pedali può richiedere gli “streps”, delle speciali fasce in velcro da fissare sui pedali che permettono di infilarvi dentro il piede in modo che l’appoggio non scappi via.

 

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