Se vi diciamo “regolazione bici da corsa” cosa vi viene in mente? Avete già letto tutto lo scibile in materia e malgrado ciò è il vostro Tallone d’Achille (a proposito, se vi duole dopo gli allenamenti, non perdetevi il nostro articolo a proposito)?

Anche oggi parleremo di regolazioni dell’assetto, come avrete intuito, ma viste da un lato ciclistico in senso letterale e non biomeccanico. 

In particolare tratteremo del rapporto tra gli errori nell’assetto del ciclista e la guidabilità del mezzo. 

 

Regolazione bici da corsa: sella e attacco manubrio

Uno sbaglio molto comune commesso nel posizionarsi in bici sia da ciclisti inesperti che neofiti è quello di avanzare la sella e di non accorciare l’attacco manubrio nel caso in cui essi si sentano troppo “allungati” in bicicletta. 

Questo perché è la scelta più immediata e, diciamocelo, più economica. 

Ovviamente si tratta un grossolano errore, perché oltre a mettere in secondo piano il giusto movimento di pedalata, si andrà a sbilanciare il proprio baricentro verso l’avantreno. Da ciò ne deriverà una bicicletta troppo nervosa e quindi per nulla stabile in curva: si perderà la sensazione di muoversi su dei binari dovendo continuamente correggere la traiettoria impostata. 

Inoltre, quando il baricentro dell’atleta risulta avanzato rispetto a quello del mezzo si ha un affaticamento precoce delle braccia e, di conseguenza, quando si affrontano lunghe discese, questo pregiudica di molto le abilità di guida, fino a perdere il completo controllo del mezzo.

Situazione molto simile, se non uguale, a quella sopra descritta si ha con uno scarto sella-manubrio troppo generoso che non rispecchi quindi le naturali esigenze del ciclista.

regolazione bici da corsa
photo credit: thelearningcurvedotca Chin Picnic Bike Race Canada Day 2013 via photopin (license)

Corretta posizione in bici: questione di baricentro

Effetto opposto, invece, si ha nel caso in cui il baricentro sia troppo arretrato. In questo caso si avrà molta stabilità nella guida ma a discapito della reattività. 

In curve ampie si avrà un buon feedback dalla bicicletta ma, in discese tecniche, dove si ha l’esigenza di cambiare continuamente l’impostazione della traiettoria, si riscontrerà una certa macchinosità nel governare la bici, che si tradurrà in un continuo dover controsterzare.

Altre difficoltà nella gestione del mezzo con un’impostazione di questo tipo si hanno affrontando salite molto ripide (sopra il 15% di pendenza): infatti, non avendo peso sull’avantreno, questo tenderà continuamente ad alzarsi, perdendo efficienza nella spinta proprio quando invece sarebbe essenziale.

 

Regolazione bici da corsa: rapporto tra uomo e macchina

Oggi ho introdotto un altro aspetto della biomeccanica che non è solo perfomance atletica e prevenzione, bensì ottimizzazione del rapporto tra uomo e mezzo meccanico nella sua totalità: efficienza di spinta e di gestione dello stesso nel mondo circostante.

Un discorso che approfondiremo nei prossimi articoli.

Buone pedalate!

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