In questo articolo parlerò di come il rapporto femore – tibia influisce sulla pedalata e soprattutto di come sfruttare un femore “corto” e un femore “lungo”.  

Per questo ho deciso di aprire il consueto appuntamento con Bici & Salute con una citazione che tutti noi nella vita ci siamo sentiti dire: “Se la vita ti da limoni, tu facci una limonata”. E, vedrete, per l’argomento che affronterò oggi nessuna frase sarebbe stata più azzeccata. 

 

Rapporto femore – tibia: cosa fare se si ha una “leva corta”?

Innanzitutto inizio con il dire che nel ciclismo una leva lunga, quindi un rapporto femore – tibia elevato, darà sempre un vantaggio all’atleta. Perché? È molto semplice: questa caratteristica agevola la spinta a parità di massa muscolare negli arti inferiori e di capacità aerobica. 

Per gli “sfortunati” con una tibia lunga e/o un femore corto non c’è dunque nulla da fare? 

rapporto femore - tibia leva corta nel ciclismo
photo credit: StateofIsrael Giro d’Italia 2018 – edizione 101 via photopin (license)

Assolutamente no, basta prendere gli accorgimenti giusti nella posizione in sella.

Fisicamente una leva lunga agevolerà sempre un’espressione migliore della forza, mentre una leva più corta agevolerà la velocità di esecuzione del gesto (pensiamo alla lunghezza della pedivella o alla larghezza del manubrio nella mtb). Il punto sta nel saper tradurre tutto questo in un corretto posizionamento.

 

 

Quale baricentro per chi ha una “leva corta”?

Il mio personale consiglio a quegli atleti che hanno una leva svantaggiosa – che metto in pratica nelle impostazioni che mi viene richiesto di fare – è di assumere una posizione più avanzata rispetto alla media, unitamente ad una sella più alta rispetto ai colleghi che godono di una leva “più favorevole”.

La ragione di questa scelta risiede nella posizione del baricentro: trovandosi ad avere un baricentro di spinta più avanzato, anche gli atleti con una leva svantaggiata saranno facilitati in questa fase e ancora di più nel pedalare ad alte cadenze. 

La sella sarà leggermente più alta per rispettare comunque le componenti ossee e muscolari che poi sono quelle sottoposte a stress e che permettono il gesto.

rapporto femore - tibia leva corta nel ciclismo
photo credit: Helena Eriksson Granfondo Valle Alcantara 2011 via photopin (license)

 

Anche la scelta delle pedivelle è determinante e non ha alcun senso farla in base alla lunghezza del cavallo: ciò che conta davvero sono i rapporti ossei. 

Se si ha una leva svantaggiosa, ostinarsi ad usare pedivelle più lunghe risulta insensato perché esse porteranno a pedalare a cadenze più basse, che mal si conciliano con una risultante leva corta. Servirà infatti più forza e, in ogni caso, un rapporto femore/tibia esiguo sarà sempre più efficace ad alte cadenze per la ragione fisica citata in precedenza, per cui una leva corta lavora bene nella velocità di esecuzione e non al contrario. 

 

 

Rapporto femore – tibia e gli standard

Per i motivi appena espressi vorrei porre l’accento su un problema molto grosso in Italia dove, a mio avviso per motivi di business, si stanno proponendo sempre più sistemi automatizzati. 

Gli angoli di lavoro delle articolazioni sono importantissimi perché – ricordiamocelo bene – il corpo umano è una macchina ottimizzata per certi range di movimento, che sono più o meno ampi a seconda dell’articolazione. 

Ma, come si dice spesso, ognuno di noi è diverso dall’altro e si possono avere differenti atteggiamenti in pedalata per i quali è utile, se non indispensabile, in termini di comfort e prestazioni, uscire (seppur di poco) dagli standard.

È quindi deleterio fossilizzarsi su valori statistici generali trascurando i dati antropometrici personali.

Test ride Gran Canaria 2018 – PH Credit Campagnolo

 

Questo è un argomento che ritengo di grande importanza e che può rappresentare un utile spunto di riflessione per gli addetti ai lavori, nonché estremamente interessante per i lettori appassionati. 

Per svilupparlo con il dovuto approfondimento vi rimando ai prossimi appuntamenti di Bici & Salute.

Buone pedalate!

 

 

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