Sono anni ormai che le biciclette pieghevoli fanno parte del nostro contesto urbano. Tanti diversi modelli si sono affacciati sul mercato in quanto rimangono detentori di vantaggi imbattibili: minimo ingombro, peso leggero e la capacità di combinarsi con i mezzi pubblici.

Tra i vari marchi, spicca la società spagnola Ossby, un esempio di intuito, dedizione e duro lavoro, che sta interessando sempre più persone in terra iberica.

Fondata nel 2011, nasce dall’idea di due coniugi prima di allora semplici utilizzatori di biciclette. In quegli anni però l’interesse verso il settore cominciava a farsi sentire molto chiaramente, così i due hanno pensato di fondare il loro marchio. Vista la modesta entità dell’ operazione, hanno subito cercato di concentrarsi su di un aspetto che rendesse il loro prodotto distinguibile e appetibile, ossia la piegabilità. Dopo aver studiato i mercati internazionali, la loro attenzione si posò su di un modello asiatico con delle caratteristiche adatte al caso, ma anche con parecchie lacune da colmare. Portarono dunque la bici in Spagna, lavorarono per migliorarla fino a che non misero a punto il concept definitivo di Ossby che oggi posiamo ammirare.

Picture via Ciclosfera.com

Il restyling ha reso il mezzo molto confortevole, chi lo prova rimane colpito dalla comodità con cui riesce a pedalare, adatto ad ogni contesto urbano, stabile, veloce, estremamente maneggevole grazie al sistema di piegatura che lo rende uno dei più entusiasmanti della sua categoria. Con un semplice gesto si alza il telaio in mezzeria, le due ruote si avvicinano e lo si può portare in giro come se fosse una bici più corta e impacchettata. Per rimettersi in sella non basta che fare il gesto contrario e in un attimo si ricomincia a pedalare. Ecco cosa differenzia questo prodotto: la rapidità con cui si passa da una versione all’altra.

Attualmente Ossby si affaccia sul mercato con tre modelli: Arrow, Curve ed Eléctrica. Tutti e tre hanno componenti di alta qualità e caratteristiche in fondo molto simili. Arrow ha tre velocità, Curve cinque, e per entrambi il peso è sorprendentemente basso, 12 e 13 kg rispettivamente. Da parte sua, il modello Eléctrica ha le stesse caratteristiche dei fratelli, ma con un motore nella ruota anteriore, accanto alla batteria, di appena 2 kg, portando la bici ad un peso totale di 15 kg, molto meno che la stragrande maggioranza delle biciclette elettriche sul mercato.

C’è un elemento che sempre più persone apprezzano: l’etichetta ‘made in’ in Spagna. Quando poi si riesce, come in questo caso, a ridurre gli intermediari nella filiera produttiva si può addirittura competere con mercati asiatici: Arrow infatti costa solo 335 euro, che salgono a 540 nel caso della Curve, per arrivare infine a 1.375 nel modello Eléctrica.

Chi le vuole provare?

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