Non si butta via niente, nemmeno nella ricca California: l’importante è farlo con stile. D’altronde, con l’esplosione del fenomeno e-bike, qualcuno prima o poi doveva affrontare una naturale conseguenza: cosa fare delle bici elettriche usate? Un primo esempio arriva da Pedego: un programma chiamato “Certified Pre-Loved” consente di acquistare un e-bike del Marchio di seconda mano, rigenerata e garantita 12 mesi.

A parte la trovata di marketing – una bici “Pre-Loved” una molto meglio di una semplicemente “usata” – la strategia di Pedego anticipa qualcosa che la diffusione dei pedelec porterà a galla nel giro di poco tempo un po’ dovunque: la nascita di un mercato dai prezzi ben più accessibili di biciclette usate ma ancora con una notevole vita davanti.

Un motore elettrico non è un mistero che sia composto di ben poche parti, la cui longevità è decisamente alta. Il punto più debole è la batteria ma un programma come quello ideato da Pedego fornisce una risposta interessante: un protocollo di revisione, 18 cosiddetti “punti di ispezione”, una rimessa in sesto di tutti i componenti meccanici (freni, cambio, ruote, etc.) ed una certificazione che porta con sé una garanzia di un anno sulla bici, batteria compresa.

L’e-bike torna così sul mercato a circa 1.500 dollari, più o meno equivalenti come cifra in euro.

Tralasciando il caso specifico di Pedego, la nota interessante è che per le e-bike il mercato dell’usato può essere spunto di guadagni, sia per officine e retailers che per i clienti, non tutti interessati ad avere una bici elettrica all’ultimo grido a fronte di prezzi da scooter.

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