Dopo gli esordi nel giornalismo ebbi l’opportunità di scrivere un libro. Parlava, parla ancora, di biciclette da corsa, da alla A alla Z, più o meno, passando per tutto ciò che c’è in mezzo.

L’editore voleva un libro generico, dalla strada alla mountain bike, allenamento compreso. Gli dissi che, solo partendo da queste parole ci si sarebbe potuta fare un’enciclopedia per quanto si andava a toccare. E ci sarebbero voluti più autori. Ripartimmo dall’inizio e un po’ per volta allora. E si cominciò proprio con la bici da corsa.

In questo blog succederà un po’ la stessa cosa, ma dedicato ad una tipologia di bici speciale. Si parte da una cosa semplice. Anzi, ancora di più: la bicicletta “single speed”, oppure la “fixed”, che ne è la parente stretta e più estrema (e ancora più semplice a ben vedere).

Due ruote, una catena, manubrio, sella, telaio e forcella e a norma di legge ci aggiungiamo pure i freni, almeno uno dai.

A dire della single speed potrebbero bastare le due righe qui sopra, invece c’è tantissimo da raccontare, di tecnica e non solo. Partiamo da qui.

Rossin

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