Nelle scorse settimane era circolata la voce, a livello internazionale che i due principali gestori su scala mondiale di bike sharing, ofo e Mobike, stessero per dare vita ad un unico, grande network da oltre 4 miliardi di dollari.

La smentita è arrivata categorica da entrambe le parti: Mobike ha riferito a GlobalTimes  che una fusione non è presa in considerazione, anzi, che la compagnia è concentrata sull’espansione del proprio network e sul miglioramento dei servizi rivolti ai propri utenti, seguita da ofo, che per bocca della sua dirigenza britannica ha fatto sapere a CyclingIndustryNews di pensarla allo stesso modo.

Ofo, in particolare, è impegnata nel raggiungimento del suo obiettivo di essere presente in almeno 200 città, distribuite in 20 Paesi differenti, entro fine anno: a Milano, per esempio, è sbarcata da poco con il suo servizio di bike sharing definito “free floating”.

photo credit: United Nations Development Programme OFO and UNDP US-Launch Event via photopin (license)

Mobike e ofo sono ascese a leader di mercato in modo estremamente rapido, al contrario di altri brand: con la loro rapida proliferazione hanno e stanno avendo un impatto considerevole sulla stessa industria della bicicletta, che vede gli ordini di pezzi destinati al bike sharing crescere a dismisura (si parla di 1 milione di unità al mese a livello globale).

Mobike conta circa 30 milioni di corse giornaliere ed è ramificato in 180 città in tutto il mondo, mentre ofo ha ricevuto lo scorso febbraio una valutazione dell’asset pari a circa 1 miliardi di dollari americani, con un conteggio degli utenti abbonati che raggiunge i 20 milioni.

Il punto di forza di entrambi i gestori è l’assenza di infrastruttura di consegna e rilascio fisica, in quanto le bici sono rintracciabili solo via localizzazione GPS sull’app dedicata.

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