Svitare il frontalino dell’attacco

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Le immagini documentano un lavoro che un tecnico di media esperienza può svolgere in circa 30 minuti, nel corso del quale emergono delle regole di fondo utili da tenere a mente anche in occasione di tipologie d’intervento diverse. S’inquadra in tale ottica la gestione delle viti, specialmente quando il produttore ha stabilito delle precise coppie di serraggio da settare sulla chiave dinamometrica. L’esperienza dimostra che derogare alle prescrizioni del manuale può provocare nel migliore dei casi un rallentamento del lavoro in officina, senza escludere completamente il rischio di conseguenze più rilevanti sul mezzo e sulla sicurezza dell’utente.

Lo schema a X

Quando si monta l’attacco alla forcella, ma anche in tutti gli altri casi in cui sia necessario assicurare un pezzo con delle viti, è opportuno stringerle un po’ per volta, senza serrarle del tutto, seguendo uno schema a X. Una possibile sequenza può essere: vite in alto a destra, in basso a sinistra, in alto a sinistra, in basso a destra. Se si avvitassero per intero singolarmente, secondo un ordine in senso orario o antiorario, si potrebbero verificare disallineamenti tra attacco e manubrio.

Il materiale utilizzato

L’attacco in lega di alluminio forgiato 3D è in lega di alluminio a spessore variabile, rinforzato con fibra di carbonio unidirezionale – usato anche per la finitura a vista – e una sezione ovale. È disponibile in misure da 00, 100, 110 e 120 millimetri. Il diametro di bloccaggio e d’innesto sono rispettivamente di 31,8 e 28,6 millimetri (1-1/8’’), l’angolazione è di 83 gradi (97 se montato capovolto). Il manubrio monoscocca in fibra di carbonio con finitura lucida a vista dello stesso materiale pesa 185 grammi. La larghezza centro-centro è di 40-42-44 centimetri, il diametro della parte centrale 31,8 millimetri. Entrambi sono disponibili in kit con il reggisella monolitico, dello stesso materiale dell’attacco.

FAQ PER IL RIVENDITORE

Massimo Romanelli – Tecnico di produzione da oltre trent’anni in Cinelli, tra le figure di riferimento per i rivenditori che chiedono assistenza

Cosa è necessario fare per la manutenzione di un attacco?

Per un lavoro ottimale consigliamo di togliere la ruota anteriore, allentare le viti del cannotto, svitare l’expander e staccare l’attacco dalla forcella. I distanziali sono tarati ad hoc sulle misure antropometriche dell’utente: per questo è bene annotarli. Rimuovere quindi il cappuccio di protezione dell’attacco per sfilare la forcella stessa.

Quali sono i “check” per una corretta diagnosi?

Controllare che le sedi del telaio su cui poggiano i cuscinetti siano libere e non presentino segni di usura anomala. I cuscinetti devono a loro volta girare liberamente, senza attriti né tracce di ruggine: se così non fosse, vanno sostituiti. Ingrassare questi nonché le loro sedi, poi riassemblare la forcella e riposizionare l’attacco attenendosi alla stessa procedura seguita per la prima installazione.

Quali tipi di grasso è possibile usare?

In linea di massima vanno bene quelli comunemente in uso. Noi consigliamo di scegliere sostanze sintetiche, poiché sono meno soggette a irrigidimento rispetto a quelle naturali.

Si tratta di accorgimenti validi per tutti i tipi di attacco o solo quelli in specifici materiali?

Le operazioni descritte permettono la completa manutenzione per attacchi di ogni tipo e materiale. Inoltre, non va mai trascurato lo stato di salute delle viti. Se queste presentano segni di usura sulla filettatura o tracce di ruggine, tutt’altro che improbabili se il mezzo circola per strada, occorre sostituirle immediatamente.

Quando è necessario eseguire queste operazioni?

In caso di manutenzione ordinaria e qualora si dovesse rivendere una bicicletta di seconda mano. Fatte salve tutte le ulteriori, eventuali verifiche che il tecnico ritenesse necessarie per garantire comfort e sicurezza al cliente.

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