Madrid ha approvato la settimana scorsa un piano di mobilità all’insegna della riduzione della velocità, con l’obiettivo di rendere il centro più a misura di pedone e di ciclista.

Quanto approvato va nella direzione già perseguita da altre grandi metropoli europee, con l’istituzione di un centro a traffico limitato e la sensibile riduzione dei limiti di velocità nelle strade limitrofe.

La normativa appena votata dall’Ayuntamento della capitale iberica segue poi la scia di decisioni già intraprese nei mesi del 2017 e del 2018 in merito alla circolazione delle biciclette, che aveva visto accendersi in Spagna un dibattito sulla possibilità di far percorrere i marciapiedi alle due ruote, specie se condotte da minorenni.

 

Madrid, il centro decelera: limiti anche a 20 km/h

Saranno le automobili le più “colpite” dalle decisioni della municipalità madridista: tutte le strade composte da un’unica corsia o a senso unico vedranno infatti scattare automaticamente il limite dei 30 km/h.

Si tratta di un cambiamento importante nella vita quotidiana dei Madrileni, in quanto il provvedimento interessa l’80% delle strade della capitale.

A ciò si somma poi l’obbligo di rispettare i 20 km/h in quelle vie che ospitano transito veicolare e pedonale a raso, ossia allo stesso livello. L’assenza dei marciapiedi rialzati ha fatto propendere l’amministrazione per una decisione protettiva nei confronti dei pedoni.

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Madrid Central: anche la capitale iberica ha la sua zona limitata

Madrid Central è il nome dato a quella porzione del centro città che sarà interessato dall’istituzione di una nuova area a traffico limitato.

Come già in altre città europee, da Londra a Milano, solo residenti, trasporto pubblico e servizi di emergenza saranno ammessi a quest’area. Via libera, ovviamente alle biciclette, che si troveranno così davanti una Madrid, almeno nella zona centrale, nettamente scaricata dal traffico veicolare privato.

Nuove norme per moto e biciclette

Se gli automobilisti, dal 23 novembre prossimo, dovranno cambiare le loro abitudini, qualcosa cambierà anche per le due ruote a motore.

Ad esse non sarà infatti più consentito parcheggiare su marciapiedi di larghezza inferiore ai 3 metri e dovranno tenersi ad almeno 5 metri di distanza dagli attraversamenti; in compenso, sono stati raddoppiati i parcheggi nel distretto centrale di Madrid.

Marciapiedi interdetti anche per le biciclette, fatta eccezione per i minori di 12 anni accompagnati da adulti.

Le bici potranno invece circolare anche contromano nelle strade con limite di velocità di 20 km/h e svoltare a destra ai semafori rossi, previa segnalazione adeguata.

Consentito il classico “incatenamento” della bici all’arredo urbano purché non costituisca intralcio per i pedoni, mentre per i mezzi dei bike sharing scatta una registrazione obbligatoria.

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Madrid affronta i dispositivi di mobilità personale

Tra le prime città a porsi il problema dal punto di vista normativo, Madrid si è espressa anche in merito ai cosiddetti “dispositivi di mobilità personale” che, traducendo, sono pattini, skateboard e monopattini.

È stata fatta una primaria distinzione tra le versioni tradizionali, muscolari, di questi prodotti e quelle a motore elettrico, cui vanno aggiunti gli Hoverboard, i Segway e tutti i mezzi da loro derivati.

Dato il crescente utilizzo da parte dei più giovani, Madrid ha decretato alcune norme in merito.

Pattini, monopattini e skateboard tradizionali potranno mischiarsi al traffico pedonale, dando però precedenza a chi è a piedi e non superando i 5 km/h.

Diversa la musica per tutto ciò che ha un motore elettrico: in questo caso vi è un limite minimo di età consentita fissato a 15 anni e l’obbligo a circolare nelle piste ciclabili e nelle strade con limite di velocità dei 30 km/h; assolutamente proibito il marciapiede.

Nei parchi la velocità che hoverboard & company dovranno rispettare sarà di 10 km/h.

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