La bicicletta può salvare le nostre città e la nostra economica? Non è una domanda peregrina. Una delle prime risposte alla crisi da parte della maggioranza degli italiani è stata la riduzione dei consumi e, soprattutto, degli sprechi. La bicicletta, in questa ottica, è stata individuata come simbolo di una soluzione in grado di ridurre i consumi e contemporaneamente migliorare la qualità della vita (dell’aria delle nostre città e della nostra salute). Insomma il simbolo per eccellenza del principio: “crisi = opportunità”.
Ma se la riscoperta della bicicletta ha un valore ristretto, nella sua efficacia, al solo ambito personale e familiare, vale lo stesso discorso anche per un concetto di macroeconomia come la ripresa industriale? E’ di questi giorni l’affermazione polemica e provocatoria da parte di uno dei più importanti industriali d’Italia riguardo l’impossibilità di “fare impresa” nel nostro Paese. Una resa, di fatto, alle logiche di mercato, consumistiche e globalizzanti, che mortificano la qualità del lavoro a scapito della riduzione esasperata dei costi relativi.
Contro questa logica e per favorire la riscoperta del Made in Italy, come garanzia di qualità di prodotto e di sostenibilità sociale che è stata lanciata in questi giorni Made in Italy Tour, la prima manifestazione cicloturistica amatoriale che attraverserà mezza Italia per promuovere e sostenere il prodotto italiano. La partenza prevista è il 26 settembre da Fabriano (AN). Quattro giorni per 4 tappe: Riccione, Bologna, Parma e Milano, città d’arrivo, per un totale di 480 chilometri all’insegna della sensibilizzazione di Consumatori e Istituzioni affinché sostengano e supportino quelle Imprese che credono ancora nel nostro Paese e hanno deciso di non trasferire la propria produzione all’estero.
A Made in Italy Tour partecipano cicloamatori sostenuti da tutte quelle Aziende che vogliono far sentire la propria voce e credono fortemente che la ripresa economica del nostro Paese debba passare attraverso il sostegno e la valorizzazione del tessuto imprenditoriale italiano, patrimonio preziosissimo che rischia di andare dissipato.
Una manifestazione cicloturistica che quindi assume tutti i requisiti di una vera e propria missione: scendere in campo per difendere il Made in Italy e contribuire al rilancio dell’economia con le inevitabili ricadute positive che tutto ciò avrebbe sull’occupazione e lo sviluppo imprenditoriale.
All’arrivo di ogni Tappa sono previste attività che renderanno il Consumatore italiano più consapevole e partecipe delle problematiche di quelle imprese che, pur tra tante difficoltà, credono ancora nel valore del “Prodotto tutto Italiano”.
Possono partecipare a Made in Italy Tour quelle Aziende che rientrano nei parametri stabiliti dall’art. 16 della legge 166/2009 “Si intende realizzato interamente in Italia il prodotto o la merce, classificabile come made in Italy ai sensi della normativa vigente, e per il quale il disegno, la progettazione, la lavorazione ed il confezionamento sono compiuti esclusivamente sul territorio italiano” oppure tutte le Aziende che sono in possesso di certificazione IT01 100% Qualità originale Italiana, rilasciata dall’istituito ITPI, www.madeinitaly.org.
L’evento amatoriale è organizzato dalla Società Sportiva ARDO da Fabriano (affiliata FCI) e Patrocinato dal Comune di Fabriano, dal Comitato Territoriale del Comprensorio Fabrianese di Confindustria ‐ Ancona, dall’Istituito per la Tutela dei Produttori Italiani (la cui missione è quella di tutelare, valorizzare e promuovere il vero e originale prodotto Italiano), e sostenuta da J.P. Industries S.p.A.

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