Dieci anni fa, esattamente il 7 febbraio 2003, adempiendo agli obblighi dovuti all’appartenenza alla Comunità Europea, veniva pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale una modifica all’articolo 50 del Codice della Strada, con l’aggiunta – per la prima volta – della categoria delle biciclette elettriche a pedalata assistita.

I circa trenta milioni di biciclette elettriche che circolano oggi nel mondo sono la rivoluzione silenziosa della mobilità sostenibile, sono trenta milioni di persone che si muovono senza emissioni, silenziosamente, senza intasare e affumicare le città con automobili o motorini. È però importante sottolineare che la bicicletta elettrica non sostituisce la bicicletta normale, bensì scooter e automobili: è cioè un mezzo di trasporto che nel breve raggio consente di spostarsi in modo veloce ed economicissimo, senza rumore né emissioni.

E l’economicità è davvero la carta vincente della pedelec (così la chiamano i legislatori europei), con 1euro di energia percorre da 300 a 600km, contro i 5-10km/euro delle automobili e i 10-20km/euro degli scooter! Possibile? Sì, perché per muovere una bicicletta elettrica è sufficiente un piccolo ed efficientissimo motore da 250W, la potenza di un piccolo frullatore a immersione, grazie alla bassissima resistenza all’avanzamento.

Infine le potenzialità di crescita sono grandissime, infatti se nel nord Europa le vendite di e-bikes hanno superato, in valore, le biciclette normali, solo un italiano su dieci ha provato e conosce questo innovativo mezzo di trasporto.

Nella foto: bicicletta a pedalata assistita Ducati City King iTorq di Italwin

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