Immatricolare le biciclette e farle circolare con l’assicurazione di responsabilità civile obbligatoria. Sono due delle misure che fanno parte della proposta della Esquerra Republicana de Catalunya (ERC) per il distretto di Eixample in Barcellona, approvata integralmente con i voti favorevoli dei Ciudadanos, PDECat, PP, l’astensione del Cup e il voto contrario di Barcellona en Comú, e che ha sollevato una nube di polemiche tra i ciclisti della città.

Il consigliere di ERC Alfred Bosch ha lamentato subito che, pur avendola approvata, “il governo Colau prevede già di ignorare ancora una volta il voto della maggioranza”.

Gran parte della cittadinanza, d’altronde, si sfoga sui social network contro la proposta del partito indipendentista. Su Twitter, i ciclisti rimproveravano a ERC di preoccuparsi maggiormente delle automobili che delle biciclette, così come di impedire lo sviluppo di un trasporto sostenibile.

In risposta a queste critiche, il Ministro dell’ ERC, Joaquim Asensio, ha parlato in difesa della proposta affermando che “ è stato collegata con un aumento delle piste ciclabili, perché vogliamo migliori infrastrutture a Barcellona in termini di mobilità sostenibile “.

photo credit: Mikael Colville-Andersen Txell Style via photopin (license)

La risposta invece da parte del consiglio comunale di Barcellona non ha tardato ad arrivare: non è sicuro infatti che immatricolare le biciclette sia una buona soluzione. Il Consiglio comunale ha ricordato che altri paesi hanno questa misura e non sono riusciti a ridurre i conflitti tra biciclette, pedoni e altri veicoli.

Per quanto riguarda l’assicurazione obbligatoria, il consiglio dice che non ha competenze e segnala la Direzione Generale del Traffico (DGT) come il principale responsabile. Da questo organo, per contro, ricordano, attraverso uno dei loro portavoce, che “tutto quello che viene deciso nelle aree urbane dipende da un’ordinanza comunale”. Un complicato rimpallo su tre fronti dunque che sembra ancora una volta penalizzare i ciclisti e, in forma più estesa, il comune buonsenso.

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