Poche volte si assiste ad un ritiro dal mercato come quello deciso da Ikea, di così vaste proporzioni, sia pure dettato da problemi legati alla sicurezza del consumatore, ma in realtà a titolo precauzionale e sulla base di undici segnalazioni di incidenti avvenuti nei 26 paesi in cui la urban bike in questione è stata commercializzata negli ultimi due anni, con due persone coinvolte che hanno riportato lievi ferite.

Ma la casa svedese, come si apprende dal comunicato stampa e dagli annunci pubblicati sui maggiori quotidiani al mondo, non transige di fronte al rischio che la cinghia di trasmissione, uno dei fiori all’occhiello della progettazione del prodotto, si possa rompere e provocare la caduta dell’utilizzatore.

Sladda, questo il nome dell’originale bicicletta lanciata da Ikea nell’agosto del 2016, aveva infatti dichiarato tra i suoi punti di forza proprio l’adozione di una soluzione a cinghia in luogo della classica catena allo scopo di limitare la manutenzione e la formazione di ruggine, assicurando la percorribilità di ben 15.000 km senza interventi.

Soluzione questa che sembra oggi aver manifestato criticità tali da indurre Ikea, su suggerimento di un noto fornitore di componenti, a decidere il ritiro totale della bici dai mercati e di risarcire completamente i clienti anche del costo di eventuali accessori appositamente progettati per Sladda, pur in assenza di scontrino.

Un gesto, accompagnato dalle scuse della casa, che non ha, a nostra memoria, riscontri nel settore delle bici ma che dovrebbe fare scuola anche in virtù delle positive ricadute in termini di credibilità ed immagine.

Ikea Sladda: una soluzione di efficienza e design

Sladda, tra l’altro, è stata progettata dallo studio internazionale di design VERYDAY utilizzando un approccio definito Democratic Design che caratterizza tutte le creazioni Ikea fondendo funzionalità, estetica ed economicità, per realizzare qualcosa in grado di uscire dalle strade generalmente percorse nel settore del ciclo.

Oskar Juhlin, direttore dell’Industrial Design, in una intervista concessaci all’epoca del lancio, affermò: “Abbiamo voluto creare una bici utile ed intelligente, con funzioni semplici e comprensibili a tutte le persone, non un concentrato di tecnica. Una bici che può essere equipaggiata con un seggiolino per il trasporto dei bambini, un cestino per contenere, ad esempio, generi alimentari e tutte quelle cose che si desiderano portare. Un mezzo inoltre che necessiti della minor manutenzione possibile”.

Motivi questi che valsero alla urban Bike di Ikea il prestigioso Red Rot Design Award for Product Design ricevendo il Best of the Best nella sua categoria.

Numerosi accorgimenti costruttivi in puro stile Ikea

Una bici quindi in grado di vantare diverse peculiarità ed una serie di accorgimenti costruttivi come la possibilità di montare senza problemi un seggiolino per bambini, mentre il tubo orizzontale, perfettamente posizionato, poteva essere usato come una maniglia per il trasporto quando necessario.

Trasportabilità facilitata dall’impiego di materiali quali l’alluminio e l’acciaio inox che ne riducono il peso.

Il telaio della bici inoltre è stato progettato con un sistema di “agganci a manopola” studiati per consentire l’agevole montaggio di un portapacchi sia anteriormente che posteriormente o altri utili accessori. Il tutto senza pregiudicare il bilanciamento della bici come invece spesso accade con i sistemi tradizionali di fissaggio al manubrio utilizzati, ad esempio, sulle bici dei postini.

Anche il cavalletto centrale, in luogo di quello laterale, è stato pensare per favorire la possibilità di caricare la bici.

La bici è poi dotata di cambio automatico al mozzo posteriore per rendere più facile il procedere a pieno carico e nelle accelerazioni. La presenza del contropedale, poi, evita il montaggio impegnativo di cavi e guaine.

Tutto ciò per dire che la decisione di richiamare il prodotto non deve essere stata semplice anche se alla fine certamente ha prevalso un concetto di grande rispetto nei confronti del cliente e di quei valori che fanno parte della filosofia e della tradizione di un marchio affermato in tutto il mondo e come tale non può permettersi cadute di comportamento, nella consapevolezza che taluni costi, come in questo caso necessari, possono trasformarsi in un investimento sulla propria credibilità ed immagine.

Il comunicato della casa svedese non spiega se al ritiro seguirà una revisione della bici ed un suo ritorno sul mercato malgrado gli indubbi riconoscimenti raccolti dal prodotto.

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