Oltre un miliardo di persone, nel Mondo, non hanno accesso all’acqua potabile. Soprattutto in Africa l’approvvigionamento quotidiano rappresenta una delle prime cause di evasione scolastica, malattie, analfabetismo e arretratezza sociale.
In occasione del successo di Ciolek alla Milano Saremo, in molti si sono domandati cosa significasse il progetto Qhubeka (nome della società sportive del vincitore). Si è scoperto che la bicicletta in Africa rappresenta ancora un mezzo di lavoro, spostamento e indipendenza, in grado di migliorare notevolmente la qualità di vita dei possessori.
Sulla scia di quel sogno, ma con un profilo innovativo maggiore, il designer Fernando Ocana nel 2011 ha progettato la Honda 1 +, una bicicletta sponsorizzata dal famoso marchio giapponese che ha l’ambizione di risolvere il problema dell’acqua.
Dal punto di vista dell’estetica e della cura dei particolare, Honda 1+ è sicuramente originale ed affascinante. Si tratta di una bici elettrica in grado di trasportare 3 taniche da 20 litri d’acqua o, come si può vedere dal suggestivo filmato, anche altri pesi. Tutto all’interno di un telaio avveniristico pensato per materiali di facile reperimento, come anche le ruote e il sistema di alimentazione.
Un progetto destinato a restare sulla carta, per l’evidente discrasia con il campo di applicazione. In un’Africa in cui l’acqua è una risorsa preziosa, figuriamoci l’elettricità per caricare le batterie della Honda 1+. Non ci appare una consolazione l’idea, fornita dallo stesso designer, che la stessa elettricità possa venire dal sole, in abbondanza da quelle parti, ne dal basso consumo per il motore all’interno delle ruote. Si tratta sempre di soluzioni difficili da attuare in Italia… figuriamoci in Africa.
Quello che resta, pero, del progetto di Ocana, è la piacevole illusione che con due ruote, una catena, dei pedali e tanta fantasia si possa sperare di migliorare il mondo.

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