Matia Bonato vive in bici e di bici, nel negozio di famiglia Rossignoli di Milano, fondato nel 1900 e giunto alla quinta generazione.

Il furto delle biciclette oggi è un fenomeno diffusissimo e tutte le città ne sono egualmente colpite, dalle virtuosissime Berlino e Copenaghen, dove i furti impazzano, a Londra, dove pare ci sia un mercato spaventoso di bici rubate, fino a Milano, che, come altre città italiane, fa la sua parte. E di certo il furto è un enorme disincentivo non solo all’utilizzo, ma anche all’acquisto di bici.

C’è uno studio che è stato svolto in Francia, ma che ha valenza estendibile a tutti i paesi almeno occidentali, che dimostra che il 20% delle persone che subiscono un furto decide di non riacquistare più una bicicletta; il 60% si rivolge ai mercati dell’usato e solo l’altro 20% va da un negoziante. Il furto quindi danneggia pesantemente i negozianti, ma anche la mobilità ciclabile stessa.

E poi c’è un altro aspetto, che ho verificato personalmente in vari anni di esperienza: i furti riguardano tutti i tipi di bici, comprese quelle da 30 euro, che vengono rivendute nei mercati rionali, alimentando un enorme business illegale.

A Milano, per esempio, basta recarsi alla Fiera di Senigallia, uno dei regni dell’usato; dove, a parte qualche caso di rivenditore onesto, il grosso delle bici usate poste in vendita proviene dai canali del furto e della ricettazione.

Altro esempio palese a Milano è in Piazza XXIV Maggio: un negozietto che vende bici “usate” e alloggia negli spazi dei mercati comunali; un paradosso: paga l’affitto al Comune per  vendere bici rubate! Tempo fa è stato chiuso dal Comune e posto sotto sequestro; poi ha avuto la licenza di riaprire solo per riparazioni, ma tempo due mesi ha ricominciato a vendere bici “usate”, il cui 20% a marca Rossignoli! E così a Cormano, a Bonola…

Invito tutti a consultare il sito www.rubbici.it, dove sono segnalati i luoghi di Milano e quelli di altre città in cui è probabile trovare bici rubate e dove si trovano consigli per tutelarsi e per sporgere denuncia in caso di furto. Anche l’utilizzatore infatti deve fare la sua parte. Innanzi tutto prevenendo il più possibile il furto, per esempio bloccando la propria bici con catene appropriate  e non con lucchettini facilmente removibili, soprattutto se la lascia all’aperto di notte. Poi, appunto, denunciando il furto. Le stesse forze dell’ordine invitano a sporgere denuncia: se non si forma una pila di fogli sulla scrivania, il fenomeno non arriva all’attenzione di nessuno, perché se vengono rubate mille bici al giorno e ne viene denunciato l’1%, quello che risulta rubato è l’1%.

Vista la portata di questi temi, per la nostra categoria ma anche e soprattutto per la mobilità ciclabile, ne abbiamo parlato anche durante il Salone del Mobile di Milano nell’ambito dell’appuntamento “Biciclette ritrovate”, una mostra di bici d’epoca che organizziamo dal 2007 e che in realtà è un “contenitore” intorno al quale ruotano tutti i vari mondi delle bici, compreso il ciclismo urbano. Quest’anno l’assessore Marco Granelli del Comune di Milano ha parlato proprio del furto, riconosciuto come uno dei più gravi problemi del ciclismo urbano. Un’occasione in più per sensibilizzare l’attenzione di tutti.

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