Freni a disco sì, freni a disco no: è il refrain degli ultimi mesi, partito dal ciclismo su strada e, adesso, in arrivo anche nelle discipline di nicchia. Ne è testimonianza l’intervista fatta a Liam Phillips, un “pro” della BMX, dal portale BMX.com e rimbalzata in giro per il web.

Nelle evoluzioni tipiche di questa pratica, come lo stesso Phillips afferma, non si trae particolare vantaggio dall’avere una frenata più reattiva dell’attuale: tuttavia, lui stesso lascia intendere che inizierà ad utilizzare dei freni a disco sulla sua GT Speed Series Bike.

In realtà il campione ci starebbe pensando da un paio d’anni ma sarebbe stato frenato dal personale attaccamento al Chris King Hub che utilizza dal 2005.

photo credit: sjbrady88 Backflip via photopin (license)

Con il passaggio a cerchi in carbonio per certi tipi di gare, però, il feeling con i freni sarebbe peggiorato, portando pian piano l’idea di usare freni a disco a farsi largo.

Se Phillips afferma di aver trovato la quadra con i componenti per inserire i freni a disco nel suo set-up, sostiene di averlo fatto non perché si tratti di una priorità per chi fa BMX ma solo per una questione di feeling personale e di durata dei cerchi in carbonio.

Facendo il salto (è proprio il caso di dirlo) un nome noto dell’ambiente, però, quanti altri lo seguiranno, anche solo per emulazione?

Recentemente abbiamo chiesto un parere sui freni a disco anche ad un campione nostrano, il pistard azzurro Elia Vivani: potete leggere l’intervista completa sul numero di Aprile di Bicitech.

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