L’E-Bike Festival Dortmund presentato da Shimano dal 7 al 9 aprile scorsi ha fatto registrare un record di visite per una kermesse alla sua seconda edizione, dedicata oltretutto ad un settore definibile “di nicchia” del mercato delle due ruote.

Eppure i numeri tedeschi fanno intuire che dalla pedalata assistita a livello europeo ci si può aspettare ben più che un semplice ruolo alternativo alla classica pedalata urbana: ecco alcuni segnali ed altrettanti trend riscontrati dall’apprezzamento diretto dei visitatori.

 

E-bike in Germania: un bisogno sociale

I Tedeschi in bici ci sono sempre andati, e tanto per giunta, rappresentando uno spaccato distante da quello di alcune zone d’Italia ma al contempo di sicuro interesse per altre, come Veneto, Emilia e Lombardia per i paralleli che se ne possono trarre.

Malgrado una flessione relativa dell’intero mercato bici nell’ultimo anno, l’e-bike cresce, quasi cannibalizzando segmenti prima appannaggio esclusivo delle normali biciclette.

Se le due ruote perdono qualcosa in assoluto, la pedalata assistita sta invece conquistando una posizione che rafforza quanto chi vive in Germania può testimoniare, ossia che la bicicletta sostituisce l’auto per molti Tedeschi, anche nell’approccio che gli stessi hanno nel guidarla.

L’incidenza di infortuni gravi per scontri tra ciclisti – oltre che i più scontati sinistri tra auto e ciclisti, tali da porre un problema di regolamentazione degli incroci che da noi non esiste quasi nell’immaginario – dimostra come il ciclista germanico sia abituato a non considerarsi un ospite timido della strada, bensì un padrone.

Non deve dunque stupire che gli organizzatori dell’E-Bike Festival Dortmund abbiano posto l’accento su una lamentela che suona molto familiare, quanto difficile da accostare alla Germania, per gli Italiani: l’assenza di infrastrutture.

Più piste ciclabili, più parcheggi sicuri, più garanzie per le mamme che portano i figli a scuola pedalando, e, in generale, la certezza di poter raggiungere un punto B a partire da uno C senza interruzioni del percorso.

Questo perché l’e-bike è vista come un fenomeno in crescita rapida, che rischia di ingolfare il sistema stradale e la convivenza al suo interno: i Tedeschi sono predisposti a scegliere la bici elettrica e a preferirla all’auto per gli spostamenti in città e, dopo il salto a 605.000 unità a pedalata assistita vendute nel 2016, i tecnici di settore si aspettano un’ulteriore crescita.

Nel 2020 la quota di mercato sarà passata dall’attuale 15% al 30% e le e-bike vendute nei 365 giorni saranno un milione: bisogna saperle accogliere e gestire agendo in anticipo.

 

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