Il noto proverbio che recita “la necessità aguzza l’ingegno” calza a pennello per la storia che sta alle spalle di Rad Power Bikes, solida realtà del mercato e-bike a stelle e strisce che, con appena due anni di esistenza, ha guadagnato 7 milioni di dollari nel 2016 e prevede di incamerarne quattro volte tanto a fine 2017.

Alla sua testa vi sono tre under trenta, il fondatore Mike Radenbaugh (27 anni), e i suoi ex compagni di college Ty Collins (28 anni) e Marimar White-Espin (27 anni), mentre lo staff al completo conta 28 dipendenti, per una produzione che conta ordini per decine di migliaia di biciclette elettriche.

 

 

Tutto partì da una “Franken-bike”

 

Mike Radenbaugh aveva 15 anni nel 2005, quando si trovò di fronte ad un dilemma comune a molti suoi coetanei: come percorrere la distanza casa-scuola – nel suo caso di 30 km, metro più, metro meno – non potendosi permettere altro che una bicicletta?

Mike all’epoca abitava con la famiglia in una località di campagna della California, nella Humboldt County, gettonata per il quieto vivere che offriva ma decisamente isolata: uno di quei posti nei quali, senza un’auto o una moto, si combina ben poco.

A quindici anni, si sa, nessuna scommessa appare impossibile ed è stato così che a Mike Radenbaugh è venuto in mente di elettrificarsi la bicicletta. Sarà stata “colpa” di qualche forum online ma fatto sta che, spulciando negozi di ricambi per moto e di elettronica per radioamatori, l’idea della Franken-bike, come lui stesso la definisce a chi lo intervista, ha preso forma.

Brutta, con i cavi inscatolati nei Tupperware e bisognosa di molti ritocchi – i pezzi “buoni” si facevano attendere via posta – ma funzionante: la prima e-bike autocostruita da Mike faceva addirittura 35 miglia all’ora (circa 60 km/h), suscitando le invidie dei suoi compagni.

Di biciclette “custom” del genere Mike ne ha continuate a costruire su ordinazione per pagarsi gli studi, prima al College e poi all’università, senza mai realizzare appieno che quello sarebbe divenuto il suo trampolino di lancio. All’epoca era solo una passione che lo aiutava a guadagnare due soldi.

 

 

Una prospettiva da 30 milioni di dollari

 

Nel 2015, quando a Radenbaugh si aggiungono in pianta stabile Ty Collins e Marimar White-Espin, avviene la presa di coscienza: basta una campagna Indiegogo per sforare di “soli” 280mila dollari la soglia dei 40.000 prefissati per produrre la prima bici elettrica della neonata Rad Power Bikes.

Un simile salto non sfugge a due investitori locali, Mike Girton e Hugh Holman, che decidono di dare corpo ai sogni del trio: d’altronde, per soddisfare i 300 pre-ordini conseguiti, bastano 180.000 dollari.

Gli investitori fiutano immediatamente l’affare: Mike e i suoi soci sono giovani, dinamici e lui in particolare costruisce le sue bici da quando era ragazzino. In più, l’e-bike si affaccia ad un boom di mercato evidentissimo e molti degli acquirenti di Rad Power Bikes sono i primi e migliori testimonial dei suoi prodotti, con effetto passa-parola oltremodo virale.

Oggi Rad Power Bikes produce le sue biciclette in Cina, mossa resasi necessaria per stare al passo con il numero di ordini, ha una sede con store annesso di 10mila metri quadrati nella Salmon Bay vicina a Seattle e prevede di raggiungere i 30 milioni di dollari di introiti alla chiusura del 2017.

Come dire: nessuna idea è balzana, se si è disposti a sacrificarsi e a credervi nel modo giusto.

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