Poteva mancare nella gamma della firma toscana Cipollini un modello di bici da corsa che integrasse la pedalata assistita? La risposta è no e, com’era da aspettarsi, la sua vocazione è esclusivamente corsaiola: evoluzione della MCM, si chiama MCM2; come recita lo slogan: la tua potenza al quadrato grazie all’elettrico.

Nel mondo delle corse hanno fatto scalpore a loro tempo gli utilizzi più o meno leciti di motori elettrici miniaturizzati e nascosti nei telai: a livello commerciale non v’è invece nulla di male nel disporne e Cipollini lo sa, proponendo così una versione e-bike della sua MCM standard.

Nel telaio di quest’ultima è infatti integrato un propulsore da 240 W all’interno del tubo sella, alimentato da un’unità batteria all’interno del tubo obliquo: da 15 a 25 km/h, a seconda della scelta del ciclista, per un’ora e mezza o un massimo di tre ore, secondo sempre il tipo di utilizzo.

Nella Cipollini MCM2 tutto è invisibile: sembra una normale bici da corsa, visto che lo sportello che consente di collegare in ricarica la batteria è mimetizzato nel tubo obliquo ed il pulsante che aziona il motore lo è altrettanto nel manubrio.

Il controllo del sistema è lasciato ad un software dedicato.

Per il resto la MCM2 offre le caratteristiche e le prestazioni dell’omologa muscolare: a partire da un programma di bike fitting offerto al cliente per tarare le geometrie della bici al meglio sulle sue misure antropometriche, ha movimento centrale B.B. (41×86.5) in alluminio fasciato in carbonio K1 T800 studiato per alloggiare nel corrispettivo tubo verticale il motore lasciando ad esso massima capacità operativa e garantendo al contempo una buona rigidità al telaio.

Serie sterzo conica, forcella aero con steli dritti per un assetto più rigido, sistema di freni Caliper ed un telaio predisposto per il passaggio dei cavi integrato, in modo da montare anche gruppi elettronici e wi-fi sono solo alcune delle caratteristiche della Cipollini MCM2.

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