BSX-Insight-Nils-Nilson-08132004-01Finalmente è arrivato!” Ha esclamato un preparatore atletico che abbiamo consultato per capire l’effettiva utilità di BSX Insight, il nuovo strumento presentato recentemente ad Interbike da BSX Athletics e che promette di calcolare l’acido lattico presente in un muscolo in tempo reale e senza la fastidiosa ed invasiva puntura sul lobo dell’orecchio. “Se mantiene quello che promette, potrebbe essere veramente uno strumento prezioso…”
Per capire l’effettivo peso di un prodotto che entusiasma gli addetti ai lavori, bisogna però prima cercare di spiegare per quale motivo misurare l’acido lattico aiuta l’allenamento.
Ci sono tre modi per misurare il lavoro di un atleta sotto sforzo e valutarne l’effettivo valore dal punto di vista della preparazione.
Il primo, più immediato, sono i battiti cardiaci, che indicano in modo approssimativo quanto sta lavorando il nostro fisico, partendo da principio che esiste una “soglia” oltre la quale possiamo lavorare per un periodo limitato di tempo perché i nostri muscoli lavorano in “apnea”, ovvero senza avere l’adeguata alimentazione dell’ossigeno (anaerobica). Questa soglia varia da soggetto a soggetto e, per lo stesso soggetto, dall’età. Per convenzione, e con un sistema molto approssimativo, si calcola come “soglia” cardiaca il valore di 220 battiti al minuto sottratto l’età. Valutare lo sforzo e il lavoro svolto durante un’attività monitorando il battito cardiaco fornisce una valutazione empirica, perché il battiti cardiaci, anche nello stesso soggetto, risentono di elementi variabili, come il clima o il periodo della giornata.
Il secondo valore che si utilizza per calcolare il lavoro svolto è quello della forza. Da tempo in commercio esistono strumenti in grado di calcolare, con buona approssimazione, la forza impressa in ogni pedalata. Anche in questo caso, però, ci sono dei limiti, in quanto il valore è assoluto e non tiene conto delle caratteristiche del soggetto che l’ha prodotto. Per capirci, spingere sui pedali con 200 watt di potenza può essere proficuo per un atleta, ma potrebbe significare nulla per un altro.
BSXinsight-product-2014-whiteLa misurazione dell’acido lattico prodotto dal muscolo resta, fino ad oggi, il sistema migliore per comprendere se un dato soggetto sta lavorando al 50% o al 100% delle proprie possibilità; una valutazione, questa, fondamentale per programmare un allenamento finalizzato al miglioramento della prestazione.
L’acido lattico è un acido prodotto dai muscoli quando lavorano in assenza di ossigeno. In condizioni di lavoro normale, quello prodotto viene metabolizzato dal nostro organismo. Quando però il lattatico (altro modo per definire l’acido lattico) supera una certa quantità, il fisico (muscoli, fegato e cuore) non è più in grado di assorbirlo. L’acido lattico quindi aumenta di percentuale e appesantisce il muscolo al punto che questo non lavora più con la stessa potenza… sopraggiungo crampi e affaticamento.
La misurazione del lattatico, rapportato alla potenza espressa, è quindi fondamentale per capire se si sta lavorando in prossimità della soglia anaerobica, ovvero quel limite attorno al quale ci si allena veramente, e oltre il quale il lavoro svolto perde di efficacia. Non esiste una soglia di lattatico oggettiva da non superare (anche se studi ormai passati indicavano quella dei 4 mmoli/l), ma una comparazione tra la produzione di lattatico e il lavoro svolto. Quando in un fisico in allenamento, aumenta il lattatico ma diminuisce la forza espressa, vuol dire che si è superata la soglia. Oltre la quale l’allenamento non ha più la stessa efficacia. Di conseguenza la “soglia anarobica” o “lactate threshold” è quel momento in cui ogni fisico sotto sforzo esprime la massima potenza per lungo tempo.
Per questo motivo ogni preparatore atletico sarebbe disposto a pagare “anche ingenti somme” per avere uno strumento in grado di calcolare la quantità di lattatico nel muscolo, senza dover passare per un esame medico che, per quanto banale (la puntura di un lobo per il prelievo di una goccia di sangue) risulta sempre invasivo e da realizzare, almeno teoricamente, in presenza di un medico.
BSX Insight promette di misurare la soglia di produzione del lattatico con un’approssimazione di errore del 5%. Lo fa attraverso rilevatore, da portare durante l’esercizio fisico, che opera attraverso infrarossi. I valori rilevati vengono poi inviati wireless ad un device (iphone, orologio, pc), che attraverso un software li elabora fornendo informazioni dettagliate sull’andamento dell’allenamento.
BSX Insight è un prodotto della BSX Athletics, società sorta con l’intento di portare le nuove tecnologie nell’ambito della preparazione atletica e sportiva. Guardando la presentazione su internet ci appare come il classico esempio di “start up” che per certi aspetti formali ha copiato il modo di intendere il marketing della Apple (gli auguriamo identica fortuna!). I fondatori del progetto sono Dustin Freckleton, una formazione all’University of Texas Medical School a Houston e numerose ricerche sulla fisiologia e l’allenamento, e Nithin Rajan, laureato in scienze matematiche alla Rice University e un master alla University of Houston. Prima di creare la BSX, Nithin ha dato il suo nome a due brevetti ed è stato finalista in un concorso nazionale di giovani inventori per la Società Americana di Ingegneria Meccanica.
Per trovare i fondi necessari alla realizzazione del progetto è stata scomodata la piattaforma crowdfunding per eccellenza, Kichstarter, attraverso la quale i due fondatori hanno raccolto i 121.897 dollari necessari per partire. Hanno accettato di sottoscrivere l’idea 548 sostenitori ed è partita la produzione che dovrebbe immettere sul mercato i primi pezzi a dicembre. Si può prenotare il prodotto sul sito https://www.trainbsx.com/ ad un prezzo variabile dai 300 ai 450 dollari.
Il prodotto è stato recensito dalle più importanti riviste intenazionali ed è partita, proprio in occasione di Interbike a Las Vegas, la campagna promozionale in grande scala.
Abbiamo chiesto a Bryan Kraham, responsabile dello sviluppo commerciale della BSX Athletics, se ci sono pubblicazioni scientifiche che avvalorino quanto promesso dall’azienda texana.
No. Eravamo e siamo troppo impegnati a realizzare il prodotto e il nostro staff è troppo piccolo per pensare di poter pubblicare i nostri studi. Abbiamo però testato BSX Insight su oltre 500 atleti e verificato che il margine di errore si aggira attorno al 5%. Ad Interbike abbiamo realizzato ulteriori test sul pubblico che si è prestato.”
– Non ci sono quindi evidenze scientifiche che suffragano il vostro brevetto?
Non è corretto. Per semplificare e per brevità le giro solo due studi, non nostri, sull’uso della tecnologia a raggi infrarossi nello studio e analisi dell’acido lattico…” e ci fa pervenire, per email, due lavori di ricercatori americani e giapponesi del 2012 e 2011, rispettivamente  “Skeletal Muscle Metabolism in Endurance Athletes with Near-Infrared Spectroscopye “The use of muscle near-infrared spectroscopy in sport, health and medical sciences: recent developments”.
Ci sembra abbastanza per scommettere, anche noi, sulla BSX Athletics…
Antonio Ungaro

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