Ok, lo ammetto, il sottotitolo è un po’ provocatorio. Dire addio alle frecce per come le abbiamo conosciute fino ad adesso non è ancora fattibile, soprattutto se ancora quasi nessuno le usa. E’ anche probabile che quest’ultima situazione sia causata da una certa scomodità nel dotare la propria bicicletta di segnalatori di manovra. Escludendo quelli che non le usano perché le considerano inutili (ravvedetevi!), molte persone entrano in contrasto con questi accessori forse proprio per come sono concepiti.

Problema numero uno: dove le metto? E conseguentemente, quale tipologia compro?

Problema numero due: quante ne metto? Solo davanti o anche dietro? E di nuovo: quale tipologia compro?

 

 

Quale set-up ideale di frecce per una bici?

Diciamo che un settaggio ideale dovrebbe replicare la dotazione degli scooter, con frecce avanti e dietro. La parte anteriore è più risolvibile, ed esistono tante varianti di prodotti che vanno in questa direzione – pure troppi – tanto che a volte non si riesce proprio a scegliere.

Posteriormente le cose sono un po’ più complicate: nella bici c’è poco spazio, di solito sono elementi posticci soggetti a tutte le problematiche connesse e, se possediamo un portapacchi, c’è il rischio che i segnalatori vengano nascosti dal carico.

frecce giroscopiche
Image via penguincart.com

 

 

Frecce nei pedali

Un progetto interessante (Urban Cruise), ha sviluppato un sistema wireless che permette di avere le frecce all’interno dei pedali. Semplice e geniale, è vero, ma non immune da critiche.

Innanzitutto si ripropone il rischio di avere un qualche ingombro dovuto al bike-packing che ostacola la visione delle luci; in secondo luogo si tratta di un dispositivo soggetto a movimento che può disorientare chi arriva da dietro, soprattutto perché siamo tutti abituati a condividere un codice sensoriale che sarebbe bene mantenere nelle già troppo pericolose strade.

No, le luci posteriori vanno messe, e vanno messe in fondo alla bicicletta, non sotto la sella. Serve dunque un supporto che possa permetterci di installarle e andrebbe benissimo un classico portapacchi. Va da sé che questo discorso è rivolto soprattutto ai city-biker, in attesa che leggi e mercato adeguino rispettivamente normative e prodotti per questa nuova tipologia di bicicletta.

 

 

Frecce giroscopiche

Gli indicatori di direzioni giroscopici sono un aiuto in più che ci viene incontro per affrontare questa situazione, speriamo transitoria. Chiarisco subito di cosa si tratta ed i relativi pregi e difetti.

frecce giroscopiche
Image via penguincart.com

Le frecce giroscopiche si attivano quando il mezzo comincia ad inclinarsi verso un lato, attivando la luce segnaletica corrispondente a quel verso. Questa semplice tecnologia è, come dicevo, niente più che un aiuto, in quanto capita spesso che o ci dimentichiamo di segnalare la manovra, oppure è talmente impercettibile (ma significativa in termini di circolazione stradale) che non riteniamo sia il caso di segnalarla: opinione del tutto personale, beninteso, perché all’automobilista che sopraggiunge in velocità interesserebbe parecchio capire cosa stia per fare il ciclista che intravede lì davanti.

 

 

L’evidente pecca di questa tipologia di frecce risiede nel fatto che gli indicatori servono soprattutto ad anticipare le intenzioni di manovra ed è abbastanza pacifico che, se sono inclinato per compiere una curva, la mia intenzione l’ho già ampliamente dimostrata.

Tuttavia questi accessori esistono, costano poco e possono aiutarci nella giungla di cemento. Con poco meno di 50 € possiamo acquistare il nostro dispositivo che consta in un pannello IP55 (in ogni caso waterproof) a luci LED wireless e giroscopiche, dotato anche di segnalatore di frenata (importantissimo). La misura media di questi pannelli e circa di 20 cm per lato, abbastanza grande  per essere notato anche grazie al freccione che viene disegnato e che indica la nostra manovra.

frecce giroscopiche
Image via penguincart.com

Per un utilizzo ottimale, visto che tanto parliamo di wireless, sarebbe bene riuscire a posizionarlo, con un po’ di inventiva, in fondo al portapacchi, dato che di per sé è pensato per agganciarsi al canotto reggisella.

Un’idea da tenere presente, soprattutto in relazione al traffico entro il quale ci muoviamo, alle condizioni climatiche medie e alla tipologia di strade che affrontiamo.

 

1 COMMENTO

  1. E quando siamo fuori sella per una salità un po’ impegnativa, quindi con bassa cadenza ed oscillazioni comunque pronunciate?
    Che si fa?
    Secondo me ancora una trovata di marketing e per riempire pagine web…

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