L’hanno ribattezzato l’Uber delle biciclette e con 8 milioni di mezzi sparsi su 170 città nel mondo è a dir poco un’idea vincente, oltre che milionaria, nata sui banchi universitari nel 2014: si tratta di ofo, il sistema di bike sharing “flottante”, ossia senza punti di riconsegna obbligati, che ora ha l’ambizioso obiettivo di trasformare Londra in una seconda Amsterdam.

“Back to bikes”, parafrasando lo storico singolo degli AC/DC, potrebbe essere lo slogan dell’operazione che Mr. Zhang, la mente dietro ad ofo, ha apertamente dichiarato parlando durante una visita istituzionale nella capitale britannica e che equivarrebbe ad una rivoluzione (al contrario) dei trasporti londinesi.

Bissare il successo di ofo a Beijing, dove i tre quarti della popolazione residente – quei 20 milioni di persone, come da scala cinese – è registrata come utente del servizio, sulle rive del Tamigi. Cosa che equivarrebbe a portare l’orologio dei trasporti indietro e, paradossalmente, avanti di 40 anni, invertendo le proporzioni tra uso dell’automobile e della bicicletta.

Zhang lo sa bene e per questo ha usato l’espressione “We Bring people back to bike”, “Riportiamo le persone ad usare la bici”.

Con quel “riportiamo” il trentenne imprenditore cinese promuove una grande e ambiziosa azione economica e societaria, la radicalizzazione di ofo in una delle più importanti e popolose capitali del Vecchio Continente, cavalcando al tempo stesso il trend della riduzione delle emissioni inquinanti. Tema, questo, che è stato cavallo di battaglia del Major Boris Johnson negli anni Duemila, con l’irrigidimento dei divieti al transito nel centro città e la spinta all’abbandono dei veicoli a combustione in favore di quelli elettrici, che è spina nel fianco di chiunque abbia a che fare con l’inquinamento di questa metropoli e che nessuno ha mai finalmente risolto.

Zhang Yanqi, ideatore di ofo – Credit: photo via Standard.co.uk

Adesso tocca ad ofo, sembra pensare Zhang, che, con la carica tipicamente emotiva che contraddistingue i cosiddetti Millennials, mette il miglioramento della qualità di vita dei Londinesi al primo posto: “Non so se potremmo raggiungere i livelli di Amsterdam nell’uso delle bici ma, perché no, potremmo fare anche meglio. Se la gente si innamorasse del nostro servizio, penso che avremmo una chance di portarne sempre più a scegliere la bicicletta per girare Londra. Meno auto per le strade, aria migliore e costi minori. Andare in bici farebbe vivere un’esistenza più semplice a tutti i Londinesi”.

Amsterdam è presa a metro di paragone per via della sua percentuale record (battuta da Utrecht, negli stessi Paesi Bassi) di spostamenti compiuti quotidianamente a pedali: ben il 30% del totale.

Londra ha un grande passato ciclistico, come tutto il Regno Unito, che però non trova spazio nella congestione e nei problemi di trasporto odierni: ofo, per scatenare la sua rivoluzione silenziosa, sta attrezzando un esercito di 150mila bici gialle, cui vuole affiancarne anche di elettriche.

“Non troppo in fretta, però – precisa Zhang – vogliamo risolvere i problemi di Londra velocemente ma senza fare il passo più lungo della gamba”.

Insomma, come nei migliori trattati di strategia, ofo intuisce il potenziale del mercato britannico ma sa che non può farcela da sola: il bike sharing è una tessera di un puzzle ben più ampio, che può contribuire a far cambiare abitudini radicate da decenni.

“Far preferire le biciclette alle automobili è possibile”, dice Zhang. Per muoversi al giusto ritmo occorre però monitorare i cambiamenti della società, cosa che ofo fa secondo due metriche.
La prima, è osservare se i Londinesi, in questo caso, utilizzano la bicicletta per coprire “l’ultimo miglio”, primo obiettivo di tutte le amministrazioni pro trasporti sostenibili.

La seconda è controllare la percentuale di penetrazione della bici nel costume quotidiano: a Parigi, tra tutti i mezzi di trasporti utilizzabili, la ciclabilità non supera il 3%; ad Amsterdam è al 30%

La scommessa di ofo è far balzare la percentuale di Londra oltre quella di Amsterdam: se ci riuscirà, Zhang sarà la rockstar indiscussa del bike sharing.

 

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