Ecco i dati ufficiali del mercato bici 2016 in Italia: nella sua sede milanese Confindustria ANCMA, l’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori, ha diffuso l’esito delle analisi sull’andamento commerciale delle biciclette nello Stivale.

Il dato sensazionale, non a sorpresa, per la verità, è il trend eccezionale instaurato dalle bici a pedalata assistita. L’apertura della conferenza, tenuta dal Direttore Generale di ANCMA Pier Francesco Caliari, lascia scampo a pochi dubbi: “L’Italia è un Paese che si adegua spesso in ritardo a certe tendenze: la pedalata assistita è una di queste, non siamo ai livelli di attori europei come Paesi Bassi o Germania ma la strada ormai è quella”.

La presentazione a seguire, per bocca dell’Ing. Piero Nigrelli, quantifica quanto lasciato intendere dal DG.

 

E-Bike rivelazione del 2016

L’e-bike ha, nel 2016, registrato un +121,3%, con 124.400 unità “vendute”, rispetto al 2015 (che aveva visto 56.200 unità). Un dato impressionante, specie inserito tra quelli della vendita di biciclette tradizionali (1.555.000 unità, -2.6%) e delle vendite totali (1.679.400 pezzi, +1.6% rispetto al 2015).

Specificando che ciò che ANCMA chiama “vendite” sono in realtà delle stime che rispecchiano quella che è la cosiddetta disponibilità interna del mercato, calcolata sommando la produzione nazionale annua all’import e sottraendo l’export, il boom delle e-bike rispecchia un trend ormai sotto il naso di tutti.

Le e-bike, come spiega Nigrelli, hanno imboccato la curva di crescita tipica dei prodotti di successo: basti pensare che nell’ultimo trimestre le unità vendute hanno equivalso i numeri dei precedenti 9 mesi.

Un altro dato che aiuta a comprendere il balzo avanti compiuto è quello dell’import, nel 2016 a quota 108.800 e-bike, pari al +148,9% (erano state 43.700 le unità importate nel 2015).

Relativamente buono anche l’export, con un +135.3% pari però ad 8mila bici elettriche, come la produzione Made in Italy, con 23.600 e-bike che valgono un bel +40,5%.

 

Prospettive a pedalata assistita?

È lo stesso Nigrelli sottolinea come le e-bike stiano cambiando il mercato della bici, portando di riflesso molti brand italiani a rivolgervisi e contribuendo a loro volta a dare spinta a questa branca.

Le motivazioni sono molteplici: un cambio di costumi, che vede sempre più cittadini, non già necessariamente ciclisti della prima ora, sposare la bici elettrica in virtù delle possibilità che essa rende accessibili.

I sondaggi svolti da ANCMA rivelano come l’e-bike azzeri, o quasi, quelli che sono gli usuali “contro” espressi dalle persone di fronte alla proposta di utilizzare la bici invece che l’auto: la pericolosità, il rischio di furto e la faticosità.

Non si può parlare di trasmigrazione dal ciclomotore alla pedalata assistita ma sicuramente lo spunto offerto dai motori da 250W e la sostanziale inutilità di una e-bike una volta rimosso il computer di bordo colmano i gap tipici che le bici tradizionali soffrono in città.

La bici elettrica è però solo all’inizio: la curva di crescita è appena iniziata e l’Italia, a differenza delle realtà nordeuropee, è ad un livello quasi embrionale dello sviluppo infrastrutturale pro-ciclista.

Nigrelli ricorda infatti come lo Stivale pensi ancora a 4 ruote (l’utilizzo dell’auto prevale sugli altri mezzi di trasporto con il 60%, dato che si ritrova esattamente invertito se ci si sposta, ad esempio, in Danimarca): ciò dipende dalle politiche perseguite in passato, sebbene negli ultimi due anni si siano visti investimenti nelle ciclovie – circa 10 le nuove aperture – senza precedenti.

Qualcosa sta dunque cambiando anche nelle strategie nazionali, per quanto vi sia ancora molto da fare.

 

Non solo E-Bike

Il mercato non è chiaramente fatto di soli pedali assistiti elettricamente. La produzione di bici nel 2016 ha visto un -1.3% (2.315.000 unità), l’export un -3.2% e l’import un -9.4%.

Il giro di affari annuo per l’import/export ha registrato un fatturato di 180 milioni di euro (+4.0%) per le esportazioni complessive di biciclette, mentre le importazioni si sono attestate sui 178 milioni (+3.5%).

È però chiaro che le nuove tendenze del mercato sono quelle cui tutto il settore del ciclo si rivolge per vivere una nuova stagione di fasto a lungo termine.

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